In piazza Scala, a Milano, insieme ai rappresentanti dei Comitati civici costituitisi nei Comuni dell’hinterland milanese, in provincia di Pavia e in Piemonte per opporsi al proliferare dei nuovi data center, era presente anche Marco Mazzotti, ingegnere chimico e docente universitario formatosi al Politecnico di Milano e attivo al Politecnico Federale di Zurigo, in Svizzera.
I timori sui consumi energetici e sull'impatto ambientale
Interpellato sulle motivazioni della sua presenza in piazza, il professor Mazzotti ha spiegato di aver partecipato come esperto di energia e come cittadino, condividendo le preoccupazioni legate all'impatto sociale, ambientale e al consumo energetico dei centri di elaborazione dati. Secondo quanto riportato da Il Giorno, l'espansione dei data center per lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale comporterà nei prossimi dieci anni un aumento del fabbisogno di energia elettrica.
Nel corso del suo intervento, l'ingegnere ha evidenziato come l'aumento della richiesta energetica rischi di spingere verso un maggiore utilizzo di combustibili fossili, citando quanto avviene negli Stati Uniti dove i grandi data center sono spesso alimentati a gas naturale e metano, con conseguenze negative sulle emissioni di anidride carbonica e sugli obiettivi climatici.
Modelli di Intelligenza Artificiale a confronto
Il docente ha inoltre posto l'attenzione sulla differenza di consumo energetico tra i diversi sistemi di Intelligenza Artificiale.
- Modelli specializzati: applicazioni finalizzate ad obiettivi specifici, come la scoperta di nuovi farmaci o l'analisi di immagini radiografiche, che utilizzano basi di dati di nicchia e consumano una quantità di elettricità notevolmente inferiore.
- Modelli generativi: sistemi impiegati per la creazione di contenuti complessi come i video, che gestiscono una mole di dati molto più ampia ed eterogenea, richiedendo uno sforzo computazionale e un consumo energetico fino a diecimila volte superiore.
L'impatto sociale e democratico
Oltre agli aspetti energetici e ambientali, la riflessione del docente del Politecnico di Zurigo si è estesa alle conseguenze sul mondo del lavoro, sulla formazione dei giovani e sui meccanismi democratici. L'utilizzo di strumenti digitali capaci di generare contenuti fasulli o di influenzare le scelte dei cittadini solleva interrogativi legati alla libertà delle persone e al rischio di dinamiche di controllo sociale. Come soluzione, Mazzotti sottolinea la necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza critica all'interno delle aziende e tra gli utilizzatori, invitando a valutare l'effettiva necessità dell'impiego dell'Intelligenza Artificiale nei diversi contesti.




