Trovare collaboratori scolastici è diventata una missione quasi impossibile. A denunciare la situazione, come racconta Il Giorno, è Nicola Caprara, direttore amministrativo dell'istituto superiore Galilei di Crema, che evidenzia un fenomeno ormai ricorrente tra i supplenti.
«Abbiamo chiamato due collaboratori scolastici per una supplenza annuale», racconta Caprara. «Sono arrivati entrambi sulla stessa auto, dallo stesso paese in provincia di Salerno, hanno firmato il contratto e la mattina seguente se ne sono tornati a casa, da dove poi hanno mandato un certificato di malattia. Sul quale, ovviamente, la scuola non può sindacare. Ne abbiamo chiamato un altro dalla graduatoria e ha fatto la stessa cosa, mettendosi pure lui in malattia. Dopo arriva il rinnovo del certificato».
Il problema dei contratti part-time
Il disagio organizzativo non riguarda soltanto le cattedre o le supplenze annuali a tempo pieno, ma coinvolge anche gli spezzoni orari e i contratti ridotti. «Purtroppo è così da tempo – sottolinea il direttore amministrativo – ma non è il solo problema. Avendo noi collaboratori part time, che il sabato non sono in servizio, abbiamo bisogno di personale presente anche per un solo giorno la settimana e pure in questo ambito va in scena lo stesso copione. Arrivano candidati che accettano l'incarico e poi si mettono in malattia. Abbiamo un'impiegata che praticamente si deve occupare solo di questo e che ogni giorno è al telefono per chiamare gente che viene ma non si ferma».
Le proposte e i controlli
Per arginare la situazione, secondo la denuncia raccolta da Il Giorno, servirebbero interventi mirati sulle regole di assegnazione dei punteggi nelle graduatorie. «Bisognerebbe che a chi non lavora non venisse assegnato punteggio – sostiene Caprara – Così invece tra due anni queste persone entreranno in ruolo».
Intanto, a fronte del ripetersi di episodi simili che vanno oltre i confini dell'istituto cremasco, gli organi preposti hanno avviato dei controlli specifici. Le verifiche hanno portato anche a provvedimenti drastici: «Un bidello – svela il direttore amministrativo – è stato licenziato perché aveva un'altra attività. Ora si stanno controllando i titoli di studio, ce ne sono che sono stati rilasciati da scuole che non esistono più, diplomifici che sono stati chiusi per illeciti».




