Fare la spesa al supermercato mentre i figli sono a scuola, nel corso di una giornata di congedo parentale, non costituisce un abuso del permesso. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Perugia, che ha dichiarato nullo il licenziamento disciplinare intimato a un lavoratore accusato dalla propria azienda di aver utilizzato in modo improprio il congedo concesso per assistere la figlia.

Secondo quanto riportato da PerugiaToday, l'uomo aveva usufruito di una mezza giornata di congedo parentale per accompagnare la figlia a scuola e andarla a riprendere al termine delle lezioni. Nell'intervallo tra i due impegni, il dipendente si era fermato in un supermercato per acquistare generi alimentari destinati alla famiglia.

Un comportamento che aveva spinto l'azienda a contestare un uso improprio del diritto, avviando un procedimento disciplinare culminato nel licenziamento. Il Tribunale ha tuttavia ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del lavoratore e condannando l'impresa alla reintegrazione.

Le motivazioni della sentenza

Nelle motivazioni, il giudice ha evidenziato che il tempo dedicato all'acquisto di generi alimentari necessari per il nucleo familiare è direttamente correlato alla cura dei bisogni della prole. L'attività non risulta dunque in contrasto con le finalità del congedo parentale, le quali non si limitano all'assistenza diretta e continuativa del minore ma comprendono l'insieme delle incombenze e delle attività domestiche necessarie alla gestione della famiglia.

La sentenza richiama inoltre le tutele previste dall'articolo 54, comma 6, del Decreto Legislativo 26 marzo 2015, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità), che sancisce la nullità del licenziamento determinato dalla richiesta o dalla fruizione dei congedi parentali. Per il lavoratore, la vicenda si conclude con il ritorno al posto di lavoro.