La Scuola Italiana Design (SID) di Padova ha celebrato sabato 10 ottobre i primi 38 laureati che conseguono il titolo accademico di primo livello grazie al riconoscimento Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica). Lo scrive PadovaOggi, precisando che entro marzo 2027 il numero dei nuovi designer con diploma accademico salirà a 90 unità.

La cerimonia si è svolta nella nuova sede della scuola, all'interno del Galileo Visionary District (Parco Scientifico Tecnologico), di cui SID fa parte insieme all'acceleratore Start Cube. Il metodo didattico, basato sul learning by doing, ha portato gli studenti a sviluppare progetti concreti spesso in sinergia con il tessuto imprenditoriale locale.

Occupazione e valore del titolo Afam

Secondo i dati riportati dal presidente di Galileo Visionary District, Paolo Giopp, «negli anni scorsi il 90% dei nostri diplomati a un anno dalla conclusione del percorso aveva un impiego coerente». Giopp aggiunge che «il riconoscimento Afam contribuirà a incrementare ulteriormente la spendibilità sul mercato del diploma accademico».

Il direttore generale Emiliano Fabris sottolinea come «la contaminazione tra formazione, ricerca, impresa e territorio è uno degli elementi distintivi di Scuola Italiana Design» e che il riconoscimento «rafforza ulteriormente questo percorso offrendo ai nostri studenti un titolo pienamente riconosciuto, senza perdere quella forte connessione con il mondo produttivo».

Il presidente della Camera di Commercio di Padova, Antonio Santocono, ha congratulato i laureati ricordando l'investimento dell'ente per la nuova sede: «Il design rappresenta un importante fattore di competitività, soprattutto in un territorio come quello padovano, caratterizzato da una forte vocazione all'innovazione».

Tre tesi emblematiche: salute, materiali rigenerativi, spazi sociali

  • Monitoraggio del diabete pediatrico senza smartphone: Giorgio Presti (30 anni, Calalzo di Cadore) ha progettato un token da polso o ciondolo che traduce lo stato glicemico in luce, ritmo e forma, rendendolo comprensibile anche ai bambini che non sanno leggere i numeri. Il dispositivo invia i dati con connessione propria, senza richiedere uno smartphone al minore. L'idea nasce dall'esperienza personale del laureando.
  • Bio-pelle da micelio per design rigenerativo: Anna Vit (22 anni, Portogruaro) ha coltivato in autonomia campioni di materiale ricavato dal micelio (l'apparato vegetativo dei funghi) come alternativa alle pelli animali e sintetiche. Il progetto critico consiste in un fodero per coltellino da raccolta funghi ricavato da un unico foglio di bio-pelle, sagomato solo con tagli e pieghe: «lo strumento che recide il fungo viene custodito dal fungo stesso», chiudendo simbolicamente un ciclo biologico. Il lavoro si colloca nel more-than-human design.
  • Ridisegno delle mense universitarie per benessere e anti-spreco: Elena Marchesini (22 anni, San Giorgio delle Pertiche) ha analizzato i bisogni della Generazione Z attraverso osservazione, indagini e il caso studio della startup Behavix. Ne sono derivate linee guida progettuali per trasformare la mensa in un luogo più attento al benessere degli studenti e capace di ridurre concretamente gli sprechi.

La giornata conferma la vocazione di SID a formare figure ibride, capaci di operare all'incrocio tra design, tecnologia e impresa, ora con un titolo accademico pienamente spendibile nel sistema Afam.