Si è concluso a Piacenza il primo triennio della Scuola Cipomo di Medical Humanities, il percorso formativo istituito nel 2024 dal Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri e sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. In tre anni di attività sono 60 gli oncologi formati provenienti da diverse realtà ospedaliere italiane, con il compito di trasferire nei propri reparti le competenze acquisite per promuovere una rinnovata attenzione alla relazione terapeutica e alla comunicazione con i pazienti.
La cerimonia conclusiva della terza edizione si è svolta sabato 10 ottobre presso la sede della Fondazione, con la consegna degli attestati ai 20 professionisti che hanno preso parte al ciclo di lezioni di quest'anno. All'evento hanno partecipato il ministro per gli Affari europei, il PNRR e la Coesione territoriale Tommaso Foti, il presidente della Fondazione Roberto Reggi, il giornalista Giangiacomo Schiavi e i fondatori del progetto formativo: Alberto Scanni, Luisa Fioretto e Luigi Cavanna. Un riconoscimento è andato anche allo scrittore Gabriele Dadati per l'attività svolta come docente.
Il modello formativo e l'articolazione dei moduli
L'impianto della Scuola si basa su un principio moltiplicatore: l'obiettivo è far sì che ogni medico formato diventi un punto di riferimento e un promotore del cambiamento all'interno della propria équipe di appartenenza.
- "Il Tempo e la Parola";
- "Il Dolore e la Speranza";
- "Il Gruppo e i Sistemi", al centro delle sessioni conclusive, focalizzato sul lavoro di squadra, le dinamiche di équipe e l'organizzazione sanitaria.
Gli interventi e le prospettive future
Nel corso della cerimonia, il presidente della Fondazione Roberto Reggi ha evidenziato come il progetto punti a favorire «una medicina più umana, migliorando la vita dei malati, dei familiari e degli operatori sanitari». Il ministro Tommaso Foti, intervenendo all'incontro, ha sottolineato il valore del supporto umano e psicologico trasmesso dal medico curante, confermando la disponibilità a fornire supporto organizzativo alla prosecuzione delle attività.
Sulla necessità di integrare le competenze relazionali nella pratica quotidiana sono intervenuti anche i promotori dell'iniziativa. Rosarita Silva, vicepresidente di Cipomo, e Alberto Scanni, presidente emerito, hanno ricordato che le competenze acquisite dai 60 specialisti devono diventare patrimonio condiviso nelle corsie ospedaliere, bilanciando la rapida evoluzione tecnologica con il tempo dedicato all'ascolto. La direttrice didattica Luisa Fioretto e il cofondatore Luigi Cavanna hanno ribadito come le Medical Humanities rappresentino uno strumento operativo indispensabile per affiancare ai progressi terapeutici una piena presa in carico della persona. All'evento sono intervenuti anche Franco Pugliese, presidente della sezione piacentina della Lilt, e l'editorialista Giangiacomo Schiavi.
Con il completamento del primo ciclo triennale, l'esperienza formativa non si chiude: gli organizzatori hanno già confermato l'avvio di una quarta edizione residenziale a Piacenza, insieme alla prospettiva di ampliare la rete didattica in altre aree del Paese.
Fonte: IlPiacenza