Circa 300 persone sono scese in piazza oggi pomeriggio a Reggio Emilia per protestare contro l’arrivo di una delegazione di scuole ebraiche israeliane attesa al Centro Internazionale Loris Malaguzzi. Il gruppo, composto da 22 insegnanti ed educatori, sarà presente in città da lunedì 12 a venerdì 16 ottobre per un percorso di formazione dedicato al celebre modello pedagogico del Reggio Approach, organizzato in collaborazione con Reggio Children.
Come riportato dal Resto del Carlino, la mobilitazione è nata a causa del presunto legame tra gli istituti scolastici coinvolti e le Forze di difesa israeliane (Idf). Inizialmente all'iniziativa avrebbero dovuto partecipare anche ospiti provenienti dagli Stati Uniti, ma la loro presenza è stata rinviata in seguito alle tensioni e alle polemiche scaturite nei giorni scorsi.
La carta dei valori e le critiche dei manifestanti
Per rispondere ai malumori, Reggio Children aveva presentato nei giorni precedenti una specifica carta dei valori. Il documento impegna formalmente le delegazioni internazionali al rispetto dei diritti umani, al ripudio della guerra e della violenza, oltre che alla condanna esplicita del genocidio e di qualsiasi forma di discriminazione. L'iniziativa non è però bastata a fermare la protesta cittadina.
«Ci rendiamo conto che nella città della giunta erede di Delrio sia un concetto difficile da comprendere, ma antisemitismo e antisionismo non sono la stessa cosa», ha dichiarato Alessia Manera, portavoce dell’Assemblea Reggiana per la Palestina, prendendo la parola in piazza del Monte prima dell'inizio del corteo. «Nessuna delegazione sionista di nessun tipo deve poter entrare dentro le nostre scuole. Non c’è spazio per dire che se si firma un ipotetico appello generico, allora dobbiamo accogliere tutti. Reggio Emilia ha 26mila minori sotto i 17 anni, 21mila sono quelli accertati morti sotto le macerie di Gaza: è come se in questa città non ci fossero più bambini, come se tutte le scuole fossero vuote».
Il percorso della protesta
La manifestazione ha preso il via poco dopo le ore 16, sfilando attraverso il centro storico cittadino: i manifestanti sono transitati davanti al Municipio e lungo la via Emilia, proseguendo verso la stazione ferroviaria per concludere il presidio nei pressi del Centro Malaguzzi.
Al termine del corteo è intervenuto anche l’attivista ProPal Cosimo Pederzoli, sollecitando verifiche più stringenti sulle presenze future: «Il Reggio Approach è un valore fondamentale ma serve in ogni caso un monitoraggio più profondo sulle delegazioni in visita in città, a partire da quelle che arriveranno in primavera».




