L’applicazione delle disposizioni in materia di inclusione scolastica introdotte dal Decreto Legge 170/2026 sta suscitando perplessità e un vivace dibattito tra gli insegnanti di sostegno e gli specialisti del settore. Al centro delle preoccupazioni vi sono il rischio di una crescente burocratizzazione del Progetto Educativo Individualizzato (PEI) e una serie di rigidità procedurali che rischiano di allontanare la progettazione didattica dai reali bisogni degli alunni con disabilità.
Come evidenziato in un'analisi pubblicata su Superando.it da un docente di sostegno con esperienza nell'assistenza all'autonomia e nei TFA sostegno, le criticità del testo toccano aspetti nodali della vita scolastica quotidiana e del modello pedagogico integrato.
Assegnazione delle ore e modello ICF
Uno dei punti cardine della discussione riguarda le modalità di determinazione delle ore di sostegno. L'approccio che vincola la revisione delle risorse all'insorgere di esplicite e «sopravvenute condizioni delle persone» rischia di contrastare con i principi dell'ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute dell’OMS).
Secondo la prospettiva pedagogica, il fabbisogno di supporto non è immutabile ma varia in relazione ai contesti relazionali e ai fattori di sviluppo del singolo studente. Ridurre la revisione a sole variazioni diagnostiche rigide rischia di trasformare l'alunno in una mera etichetta burocratica, ostacolando i processi di autodeterminazione e alimentando dinamiche di delega esclusiva al docente di sostegno.
Scadenze e problemi operativi
- Approvazione entro il 15 ottobre: fissare la scadenza del PEI definitivo a metà ottobre risulta difficilmente applicabile con le tempistiche scolastiche reali, considerando che il completamento dell'organico e l'osservazione iniziale degli studenti richiedono più tempo;
- Distinzione tra giugno e l'avvio d'anno: a fine anno scolastico si compila la Sezione 11 del PEI per valutare i risultati ottenuti nel percorso passato, mentre la nuova progettazione didattica deve nascere all'inizio del nuovo anno;
- Piattaforma informatica: l'accessibilità della piattaforma SIDI per la compilazione online del PEI da parte di tutti i membri dell'équipe educativa non risulta ancora pienamente operativa.
Integrazione del GLO e percorsi di studio
Ulteriori perplessità riguardano il funzionamento del Gruppo di Lavoro Operativo per l'Inclusione (GLO). L'ipotesi di considerare valide le sedute anche in assenza di alcune componenti (come la famiglia) rischia di indebolire il principio di corresponsabilità educativa tra scuola, famiglie, servizi sanitari e assistenti all'autonomia e alla comunicazione.
Infine, nella scuola secondaria di secondo grado, la scelta tra il Percorso B (personalizzato che conduce al diploma) e il Percorso C (differenziato che rilascia un attestato di competenze) richiede un'attenta personalizzazione dei metodi e delle verifiche da parte dell'intero Consiglio di Classe, per evitare che il PEI si riduca a una mera prassi compilativa a scapito del Progetto di Vita dello studente.