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Leucemie acute: l'Università di Parma apre la via a cure mirate

10 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

Creare una vera e propria «carta d’identità» della malattia per comprendere come reagisce ai farmaci in ogni singolo paziente e costruire trattamenti su misura: è la direzione tracciata da due ricerche condotte dal Laboratorio di Ematologia traslazionale e chemogenomica (Thec) dell’Università di Parma. Come riportato da ParmaToday, i lavori scientifici sulle leucemie linfoblastiche acute a cellule T (Lal-T) hanno ottenuto la pubblicazione su due prestigiose testate internazionali di settore, Blood e npj Precision Oncology.

La medicina funzionale di precisione contro le leucemie

Il gruppo di lavoro è guidato da Giovanni Roti, professore ordinario del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo e direttore dell’Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. L'approccio adottato punta sulla cosiddetta medicina funzionale di precisione: per contrastare patologie complesse non è sufficiente analizzare il profilo genetico, ma serve osservare direttamente la risposta concreta delle cellule leucemiche alle diverse molecole farmacologiche.

I progetti sono nati all'interno di un trial accademico nazionale no-profit, indipendente dall’industria farmaceutica. Il percorso ha visto il sostegno dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e della Fondazione Gimema, affiancate dai contributi di Fondazione Cariparma e Ail Parma per l’acquisizione dei macchinari. A livello istituzionale, la Regione Emilia-Romagna ha partecipato con uno stanziamento di 400mila euro, coinvolgendo la rete ematologica regionale con l'obiettivo di estendere progressivamente la piattaforma su scala nazionale.

I commenti di istituzioni e ricercatori

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi.

«È un cambio di prospettiva importante, perché significa mettere sempre più la persona e le caratteristiche specifiche della sua malattia al centro delle scelte terapeutiche, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di cura soprattutto nei casi più difficili e quando le terapie standard non sono sufficienti.»

Soddisfazione è stata espressa anche dal Rettore dell’Università di Parma, Paolo Martelli, che ha definito il laboratorio «un’eccellenza di livello internazionale e un orgoglio per il nostro Ateneo», richiamando la centralità della ricerca per ottenere ricadute dirette sull'attività clinica quotidiana, e da Anselmo Campagna, direttore delle Aziende sanitarie di Parma.

Nel team hanno operato dottorandi, studenti, ricercatori e personale tecnico. Come sottolineato dal professor Roti, l'impiego della piattaforma di profilazione della risposta ai farmaci (drug response profiling) rappresenta un traguardo rilevante che ha già raggiunto diversi pazienti sul territorio nazionale, offrendo nuove prospettive terapeutiche anche nelle forme più resistenti della patologia.

Tags: universita professioni sanitarie ricerca
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