È stato pubblicato da Springer il contributo scientifico «From Margins to Models: Future-Proofing Small Schools with AI and Participatory Design», firmato da Giuseppina Rita Jose Mangione, Francesca De Santis e Lydia Zampolini di INDIRE e da Manuel Gentile dell’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR. Il lavoro fa parte della serie internazionale Communications in Computer and Information Science.
Lo studio analizza il rapporto tra Intelligenza Artificiale, innovazione didattica e piccole scuole, esaminando in particolare i contesti rurali, montani, insulari o periferici dove le condizioni territoriali e organizzative rendono più complessi la continuità, l'accesso alle opportunità formative e la qualità dell'esperienza scolastica. Le piccole scuole non vengono viste solo come contesti fragili da sostenere, ma come ambienti in cui sperimentare forme di innovazione educativa legate ai bisogni delle comunità.
Le quattro aree di impatto dell'IA
- Il rinnovamento dei processi di insegnamento e apprendimento
- Lo sviluppo professionale degli insegnanti
- L'uso di modelli predittivi per comprendere partecipazione e risultati degli studenti
- Il supporto alla gestione e alla resilienza delle organizzazioni scolastiche
Tra questi, il tema più presente riguarda l'innovazione dei processi didattici, con attenzione alla personalizzazione dei percorsi, ai sistemi di tutoring adattivo e all'accesso a opportunità educative nei territori isolati. Gli autori evidenziano la necessità di un approccio sistemico che metta in relazione innovazione tecnologica, professionalità docente e condizioni locali.
Scenari e ricerca partecipativa
La ricerca include due workshop che hanno coinvolto 68 insegnanti per tradurre il quadro teorico in scenari legati ai problemi reali delle scuole. Da questo percorso emergono quattro direttrici di impatto: personalizzazione dell'apprendimento, inclusione e accessibilità, continuità educativa e rafforzamento delle relazioni tra scuola e territorio.
Nei contesti caratterizzati da pluriclassi e forte eterogeneità, i sistemi adattivi potrebbero contribuire a differenziare i percorsi. Inoltre, l'IA viene immaginata come supporto alla continuità nei territori segnati da turnover degli insegnanti o frammentazione, fungendo da "memoria educativa" della scuola.
Lo studio restituisce anche una lettura critica: uno degli scenari immagina una scuola in cui l'IA sostituisce il docente, portando a un impoverimento della motivazione e delle relazioni umane. Gli autori sottolineano che il valore dell'IA dipende dalla capacità di mantenerla all'interno di una chiara intenzionalità pedagogica e di preservare l'agency professionale degli insegnanti, ribadendo che il loro ruolo rimane centrale.