David, 16 anni, ha dovuto andare a piedi a scuola per cinque mesi perché il servizio di bus casa‑scuola è stato attivato solo a ottobre e, quando è partito, è stato offerto senza l’assistente richiesto. La madre, costretta a usare tutti i propri giorni di congedo straordinario per accompagnarlo, ha inviato una diffida al Comune di Villanterio, denunciando una violazione dei diritti del figlio.
Come è nata la richiesta
David vive a Villanterio e da settembre frequenta l’Istituto Einaudi di Lodi. La madre ha presentato la domanda di trasporto casa‑scuola già a maggio, ma le autorità competenti (Comune di Villanterio e Distretto Alto e Basso Pavese) non hanno avviato la pratica in tempo.
- Il 18 settembre 2026 l’assistente sociale dell’Ambito Distrettuale ha sollecitato il Comune per l’attivazione del servizio.
- Il Comune ha approvato la delibera necessaria il 24 settembre 2026, dieci giorni dopo l’inizio dell’anno scolastico.
La risposta della Croce Azzurra
Il Comune ha poi contattato la Croce Azzurra di Belgioioso, ente convenzionato per i trasporti sociali. Il 7 ottobre 2026 la Croce Azzurra ha confermato la disponibilità a effettuare il servizio, ma ha posto una condizione ferma: il trasporto sarebbe stato gestito solo dall’autista, senza la presenza di un operatore di assistenza.
Secondo la comunicazione dell’ente, “la presenza di un ulteriore operatore renderebbe impossibile l’esecuzione del servizio”. La condizione è stata definita “fondamentale e vincolante”.
Le difficoltà della famiglia
David convive con una grave disabilità che combina lo spettro autistico e la sindrome di Down. Per questa ragione, la presenza di personale qualificato durante il tragitto è considerata indispensabile sia per la sicurezza del ragazzo sia per la responsabilità dell’autista.
Il Comune, inoltre, ha comunicato di essere alla ricerca dei 9 966 euro necessari alla Croce Azzurra per coprire il costo del servizio, chiedendo altri 20 giorni di tempo prima di attivarlo definitivamente.
Fino a venerdì scorso la madre ha accompagnato il figlio a piedi fino all’Istituto Einaudi, usando tutti i giorni di congedo straordinario a disposizione. Da venerdì non potrà più farlo perché il suo lavoro le impedisce di continuare a sostituire il servizio di trasporto.
La diffida e le accuse di discriminazione
Il 9 ottobre 2026 la madre ha inviato al Comune una diffida con messa in mora, firmata da Fortunato Nicoletti, vicepresidente dell’associazione “Nessuno è Escluso”.
“Il diritto di David di andare a scuola è stato garantito solo grazie all’intervento della madre; la mancata presenza di un assistente configura una discriminazione.”
Nicoletti ha definito la situazione “surreale” e ha avvertito che la minaccia della Croce Azzurra di negare il servizio in caso di richiesta di assistente equivale a “bullismo”. L’associazione ha dichiarato di “andare fino in fondo” per tutelare i diritti del ragazzo.
Cosa può fare la famiglia ora
- Presentare una formale istanza al proprio Ufficio Scolastico Territoriale chiedendo l’attivazione del servizio con assistente, allegando la documentazione medica.
- Segnalare il caso alla Commissione per la tutela dei diritti delle persone con disabilità della Regione Lombardia.
- Rivolgersi a un’associazione di tutela (ad esempio “Nessuno è Escluso”) per avviare una procedura di mediazione o, in ultima istanza, un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.
Nel frattempo, la famiglia di David dovrà continuare a ricorrere a soluzioni temporanee, come il trasporto in auto privata o l’accompagnamento da parte di parenti, finché il Comune non garantirà il servizio completo previsto dalla normativa sull’inclusione scolastica.
Il caso nella stampa
Il racconto dei fatti è stato pubblicato da Il Giorno, che ha riportato le date, le dichiarazioni dell’associazione e le richieste della madre.




