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Scuola

Risse tra studenti a San Bonifacio: polemica sulla sicurezza

09 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

Due episodi di violenza avvenuti nell'area della stazione degli autobus di San Bonifacio hanno riacceso il dibattito pubblico sul tema della sicurezza urbana e scolastica. Le tensioni, che hanno visto protagonisti alcuni giovani studenti, sono al centro di un confronto acceso tra le autorità prefettizie, l'amministrazione comunale e le forze politiche locali.

I fatti e le valutazioni istituzionali

Le risse si sono verificate nel corso della giornata di martedì 6 ottobre, in particolare intorno alle 7:00 e alle 14:15, nei pressi del terminal dei bus. La polizia locale, già presente nella zona all'arrivo degli studenti, è intervenuta tempestivamente durante il primo episodio per raccogliere le testimonianze e avviare i primi accertamenti volti a identificare i responsabili.

Sulla vicenda è intervenuto il prefetto di Verona, Demetrio Martino, che in un'intervista rilasciata al quotidiano L'Arena ha definito «gravi» i fatti accaduti. Il prefetto ha tuttavia precisato che l'analisi dei dati relativi ai controlli non evidenzia una situazione particolarmente allarmante rispetto ad altre zone della provincia, escludendo dunque la presenza di un vero e proprio picco di reati. Martino ha inoltre ricordato che i controlli nell'area della stazione e del terminal bus sono stati rafforzati e che la presenza delle forze dell'ordine era costante anche prima dei recenti episodi. Sul fronte dei trasporti, in base ai dati riferiti alle linee provinciali di Atv nel corso del mese di settembre, sarebbero state registrate non più di tre aggressioni al personale viaggiante, suddivise tra due verbali e una fisica.

La polemica politica e la richiesta di interventi

Le valutazioni espresse dalla prefettura non hanno però convinto le opposizioni. Il consigliere comunale di minoranza Maicol Faccini (per la lista Salviamo San Bonifacio) e Luca Castellini (Forza Nuova) hanno contestato la lettura dei dati, giudicandola riduttiva rispetto all'allarme sociale avvertito dai cittadini e dalle famiglie degli studenti. Faccini ha sollevato forti interrogativi sulle soglie di attenzione adottate dalle istituzioni, chiedendo se si debba attendere un evento drammatico prima di disporre misure straordinarie.

Nel dibattito sono stati richiamati anche altri episodi di violenza registrati nei mesi scorsi nel polo commerciale della città, tra cui un accoltellamento ai danni di una guardia giurata e un investimento mortale avvenuto all'inizio dell'anno. Per le opposizioni, questi precedenti confermano la necessità di introdurre presidi fissi e un incremento costante dei controlli da parte delle forze dell'ordine.

La risposta del Comune e i tavoli tecnici

Dal canto suo, il sindaco Leonardo Frigo ha invitato a evitare letture affrettate della situazione, ribadendo il massimo impegno dell'amministrazione comunale nel coordinamento con le autorità competenti. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro con i vertici di Atv per esaminare la situazione del terminal e definire ulteriori strategie di presidio e monitoraggio dell'area, soprattutto nelle fasce orarie caratterizzate da un maggiore flusso di studenti pendolari.

Fonte: VeronaSera

Tags: studenti sicurezza cronaca
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