L'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna ha pubblicato il dispositivo con cui individua la scuola polo regionale e le scuole polo d'ambito destinate a coordinare e gestire la formazione del personale scolastico per l'anno scolastico 2026/2027. Il provvedimento, emanato l'8 ottobre 2026 (protocollo n. 39066), definisce la mappa degli istituti capofila che gestiranno le risorse e l'offerta formativa per docenti e personale ATA.
Si tratta di un passaggio organizzativo fondamentale per l'avvio delle attività formative territoriali. Anche se l'atto interessa direttamente il territorio emiliano-romagnolo, il meccanismo rispecchia il modello adottato su scala nazionale per la gestione dei piani formativi del personale della scuola.
Cosa sono le scuole polo e quale ruolo svolgono
Il sistema della formazione continua del personale scolastico si basa sulle reti di ambito territoriale, introdotte dall'articolo 1, commi 70, 71 e 72 della legge 107/2015. All'interno di ciascun ambito territoriale, le scuole della rete individuano un istituto con funzioni di capofila: la cosiddetta scuola polo per la formazione.
Questo istituto non si limita a erogare corsi.
- raccoglie i fabbisogni formativi espressi dai singoli collegi dei docenti e dalle istituzioni scolastiche dell'ambito;
- progetta e coordina il piano formativo territoriale sulla base delle priorità nazionali e regionali;
- gestisce i fondi ministeriali assegnati all'ambito per le attività di aggiornamento e formazione;
- interagisce con l'Ufficio Scolastico Regionale per raccordare le iniziative locali con gli indirizzi generali.
Accanto ai poli d'ambito territoriale opera inoltre una scuola polo per il coordinamento regionale, incaricata di facilitare il raccordo tra l'amministrazione periferica e le singole reti territoriali.
Il provvedimento dell'Ufficio Scolastico Regionale
Il decreto dell'USR Emilia-Romagna fa seguito alle comunicazioni inviate dai dirigenti dei singoli Uffici di Ambito Territoriale (acquisite al protocollo regionale l'1 ottobre 2026) e recepisce le indicazioni fornite dal Ministero dell'Istruzione e del Merito con la nota dipartimentale del 21 settembre 2026 (prot. n. 165234).
La nota ministeriale ha infatti fissato gli adempimenti preliminari per la gestione delle scuole polo e di rete, a partire dalla registrazione e configurazione dei percorsi sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I. per l'anno scolastico 2026/2027. Il provvedimento e l'elenco completo degli istituti capofila individuati sono consultabili direttamente nell'avviso dell'Ambito Territoriale di Modena dell'USR Emilia-Romagna.
Cosa cambia per docenti e personale ATA
Per il personale scolastico, la definizione delle scuole polo rappresenta il primo tassello pratico per l'accesso ai corsi di formazione previsti per l'anno di servizio in corso. I percorsi deliberati dalle reti di ambito coprono ambiti strategici, tra cui la didattica digitale, l'inclusione scolastica, la sicurezza e la formazione specifica per i docenti neoassunti nel loro anno di prova.
Una volta completata la programmazione da parte delle reti territoriali, le iniziative formative vengono caricate sulla piattaforma S.O.F.I., dove i singoli docenti possono iscriversi, monitorare la frequenza e scaricare gli attestati finali validi per il proprio portfolio professionale. Con la formalizzazione degli elenchi da parte degli uffici scolastici regionali, le segreterie e i collegi dei docenti possono ora coordinare la partecipazione del personale ai piani di aggiornamento territoriali.