Parlare con l'intelligenza artificiale non è un'operazione banale: per interrogare i sistemi e ottenere risposte corrette servono competenze specifiche e una formazione adeguata sui prompt. Su queste basi, sul modello di quanto già avviene per l'informatica e le lingue straniere, potrebbe presto debuttare tra i banchi di scuola una certificazione dedicata proprio all'uso dell'intelligenza artificiale.
L'idea di un percorso strutturato per attestare le competenze digitali avanzate degli studenti è stata lanciata in occasione di un importante riconoscimento digitale. L'esperienza pilota, in particolare, potrebbe prendere il via in un istituto della provincia romana, il liceo scientifico Vito Volterra di Ciampino, che ha ottenuto ufficialmente il riconoscimento di Google reference school, figurando tra le otto scuole italiane scelte come punti di riferimento per i docenti nella transizione digitale.
Una proposta extracurricolare per l'offerta formativa
La proposta, ora al vaglio per essere valutata dal collegio dei docenti e discussa con la Direzione scolastica regionale, si inserisce nelle attività extracurricolari pensate per arricchire l'offerta formativa. L'obiettivo centrale condiviso dalla comunità scolastica è chiaro: la tecnologia non deve sostituire il fattore umano né educare al posto delle persone, ma integrarsi nella didattica quotidiana.
Il digitale, in istituti come quello dei Castelli Romani che conta circa 1.400 studenti, viene vissuto come un ambiente di apprendimento trasparente che si affianca al tradizionale quaderno per amplificare le possibilità di ricerca e la cooperazione tra pari, senza tuttavia delegare il pensiero critico alla macchina.
Il progetto e il tutor socratico in classe
All'interno del liceo romano, studenti e docenti hanno già sperimentato l'uso di un tutor socratico basato sulla tecnica maieutica, costruendo un percorso di apprendimento direttamente sulla piattaforma Gemini. Questo caso di studio concreto ha rappresentato uno degli elementi chiave che hanno permesso alla scuola di ottenere la certificazione come reference school.
Il focus pedagogico dei docenti resta orientato a insegnare ai ragazzi a non delegare la propria capacità di giudizio. Di fronte a risposte elaborate artificialmente, lo studente deve possedere gli strumenti necessari per validare le informazioni, trasformandosi da utente passivo a cittadino digitale consapevole. La certificazione scolastica, in quest'ottica, rappresenterebbe un attestato formale di cittadinanza digitale attiva, distinguendosi dai corsi online generalisti per la presenza fondamentale dell'intermediazione e della guida dei docenti.
Fonte: Il Messaggero