Immaginare il suono di un coro in un teatro greco o il riverbero delle preghiere in un santuario millenario non è più solo un esercizio di fantasia per storici e archeologi. L'Università degli Studi di Palermo ha ufficialmente dato il via a "Voicing Spaces: Towards an Aural Architecture in the Past", un ambizioso progetto di ricerca che mira a ricostruire l'ambiente sonoro delle civiltà antiche utilizzando le più avanzate tecnologie digitali.
Il progetto, presentato giovedì 8 ottobre 2026 presso la sede del Rettorato a Palazzo Steri, rappresenta un traguardo significativo per l'ateneo siciliano, non solo per il valore scientifico ma anche per l'entità del sostegno economico ricevuto. L'iniziativa è infatti finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) con uno stanziamento di 2.272.271,90 euro, nell'ambito del Fondo Italiano per la Scienza (FIS), uno dei principali strumenti nazionali destinati alla ricerca di eccellenza di base. Il decreto di assegnazione delle risorse e i dettagli del bando sono consultabili nella pagina ufficiale del MUR dedicata al Fondo Italiano per la Scienza.
Un investimento da 2,2 milioni di euro per l'archeoacustica
L'obiettivo di "Voicing Spaces" è quello di studiare come gli spazi pubblici dell'antichità — teatri, santuari e luoghi di aggregazione — venissero progettati o vissuti in relazione al suono. Non si tratta solo di analizzare le pietre, ma di comprendere l'interazione tra l'architettura e l'esperienza uditiva dell'essere umano. La ricerca si concentrerà su alcuni dei siti archeologici più rilevanti del bacino del Mediterraneo, analizzando le proprietà acustiche originali attraverso modelli matematici e fisici.
Il finanziamento ottenuto permetterà di mettere in campo una strumentazione tecnologica all'avanguardia.
- Rilievi tridimensionali per mappare con precisione millimetrica le strutture superstiti;
- Misurazioni archeoacustiche sul campo per testare le proprietà sonore attuali;
- Sistemi Informativi Geografici (GIS) e modellazione digitale;
- Simulazioni della propagazione del suono per ricostruire l'acustica originale, oggi alterata dai crolli o dal tempo;
- Realtà virtuale per permettere a studiosi e pubblico di "immergersi" in questi spazi, ascoltando i suoni così come venivano percepiti migliaia di anni fa.
Da Morgantina a Delfi: i siti protagonisti
Le attività di ricerca partiranno da un luogo simbolo della Sicilia interna: il teatro di Morgantina. Questo sito farà da apripista a una serie di indagini che varcheranno i confini nazionali, coinvolgendo siti di importanza mondiale come i santuari di Apollo, spaziando da Delfi in Grecia fino a Siracusa.
A guidare questa sfida è Angela Bellia, responsabile scientifica del progetto, che ha sottolineato l'importanza di restituire dignità al "paesaggio sonoro" del passato. "Ricostruire l'ambiente sonoro delle civiltà antiche serve anche a noi", ha spiegato Bellia durante la presentazione. "Ci ricorda che il suono è parte del paesaggio in cui viviamo e che merita la stessa attenzione che dedichiamo a ciò che vediamo".
L'ambizione internazionale dell'Università di Palermo
Il progetto "Voicing" non è solo un'operazione di recupero storico, ma un tassello fondamentale nella strategia di internazionalizzazione dell'ateneo palermitano. Il team di ricerca riunisce infatti studiosi con background formativi d'eccellenza, provenienti da istituzioni di Belgrado, Barcellona, Zurigo, New York, Parigi e Londra. Si tratta di una squadra interdisciplinare composta da archeologi, esperti di acustica, specialisti del digitale e musicisti.
Il Rettore dell'Università di Palermo, Massimo Midiri, ha espresso grande soddisfazione per l'avvio del progetto: "È un ulteriore passo nel percorso che il nostro ateneo sta compiendo per consolidare il proprio ruolo come università internazionale, capace di attrarre competenze, costruire reti e produrre ricerca riconosciuta a livello globale". Secondo Midiri, la vittoria di un bando così competitivo è il segnale della capacità di UniPa di competere ai massimi livelli nazionali e internazionali attraverso una ricerca ambiziosa e aperta alla collaborazione.
"È anche un segnale della capacità di UniPa di competere attraverso una ricerca ambiziosa, interdisciplinare e aperta alla collaborazione." Massimo Midiri, Rettore UniPa
Cosa cambia per il mondo della ricerca e della scuola
Sebbene il progetto sia di natura accademica, le ricadute potrebbero interessare anche il mondo dell'istruzione superiore e della divulgazione culturale. La possibilità di creare modelli di realtà virtuale con audio immersivo offre strumenti didattici senza precedenti per l'insegnamento della storia e della storia dell'arte. Gli studenti potrebbero, in un futuro non lontano, esplorare i siti archeologici non solo visivamente, ma comprendendo l'importanza della voce e della musica nella vita politica e religiosa del mondo antico.
Per ulteriori informazioni sui progetti di ricerca e sulle attività dell'ateneo, è possibile consultare il portale ufficiale dell'Università all'indirizzo unipa.it o monitorare gli avvisi del Ministero dell'Università e della Ricerca su mur.gov.it. Tutti i dettagli e gli aggiornamenti sulle fasi della ricerca sono inoltre disponibili nella pagina web dedicata al progetto Voicing Spaces.
Il progetto "Voicing Spaces" si preannuncia dunque come un viaggio nel tempo, dove la tecnologia più moderna si mette al servizio della memoria collettiva per ridare voce al silenzio dei secoli.
Fonte: ANSA