Un grave episodio di violenza si è consumato all'interno di un istituto scolastico abruzzese, lasciando uno studente di 16 anni in ospedale e riaccendendo il dibattito sulla sicurezza e sul disagio giovanile tra i banchi di scuola. Il giovane è stato aggredito e ferito al volto da un compagno, riportando lesioni che hanno reso necessario un delicato intervento chirurgico.
Il fatto, come riportato dal quotidiano Il Centro, è avvenuto venerdì scorso, 2 ottobre, presso l'Istituto d'Istruzione Superiore "Zoli", in provincia di Teramo. L'aggressione si è verificata in un momento che dovrebbe essere di socializzazione e attività fisica, ovvero durante l'ora di educazione fisica, e si è consumata sotto gli occhi del docente della materia.
La dinamica dell'aggressione e il ricovero
Secondo le prime ricostruzioni dell'accaduto, il sedicenne sarebbe stato accerchiato da tre compagni di scuola. Successivamente, uno di loro lo avrebbe colpito con violenza al volto. L'impatto è stato talmente forte da causare al fragile la frattura dello zigomo.
Immediatamente soccorso, il ragazzo è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Pescara. Presso il nosocomio pescarese, i medici hanno riscontrato la gravità della lesione e hanno sottoposto lo studente a un intervento chirurgico per ridurre la frattura. Le sue condizioni sono monitorate, ma l'episodio ha destato profonda preoccupazione in tutta la comunità scolastica e locale.
L'intervento dei Carabinieri e il provvedimento disciplinare
Subito dopo l'aggressione, nell'istituto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione. I militari hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti, ascoltando le testimonianze degli studenti presenti al momento della lite e del docente di educazione fisica che ha assistito alla scena.
Parallelamente all'attività degli inquirenti, la dirigenza scolastica si è attivata per accertare le responsabilità interne. Al termine delle verifiche, l'istituto ha avviato un procedimento disciplinare formale nei confronti del presunto responsabile del colpo, disponendo per lui una sospensione dalle lezioni di 15 giorni.
La sanzione di 15 giorni rappresenta una misura particolarmente severa nell'ambito del regolamento di disciplina scolastica. In base allo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998), le sospensioni fino a questo limite temporale sono deliberate dal Consiglio di classe, mentre quelle di durata superiore, che comportano l'allontanamento fino al termine dell'anno scolastico o l'esclusione dagli scrutini, richiedono l'intervento del Consiglio d'Istituto per casi di eccezionale gravità o recidiva.
Le parole della dirigente scolastica: "Affrontare il disagio"
La dirigente scolastica dell'Istituto "Zoli" ha espresso profondo rammarico per l'accaduto, sottolineando come la violenza non possa trovare spazio all'interno delle istituzioni educative. «Sono episodi che sicuramente a scuola non dovrebbero succedere», ha commentato la preside, evidenziando come simili scatti d'ira siano spesso il sintomo visibile di un disagio più profondo che attraversa il mondo degli adolescenti.
La dirigente ha richiamato la necessità di supportare i ragazzi nell'apprendimento della gestione dei conflitti, che devono essere sempre affrontati attraverso la via del dialogo e del confronto civile, mai con la forza fisica. Ha inoltre ricordato che la scuola è da tempo impegnata in prima linea sul fronte della prevenzione, con progetti strutturati per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Tra le iniziative regolarmente attive nell'istituto figurano anche incontri periodici con l'Arma dei Carabinieri per promuovere la cultura della legalità e sensibilizzare gli studenti sulle conseguenze civili e penali dei propri comportamenti.
Fonte: Open