Sono oltre 70 i computer e i dispositivi informatici che finiranno sotto la lente degli investigatori all'Istituto Agrario di Riccia, in provincia di Campobasso. La procura di Larino ha disposto una perquisizione mirata ad acquisire i dati di navigazione nell'ambito dell'inchiesta sulla morte per avvelenamento da ricina di Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi, avvenuta a Pietracatella. Lo riporta Il Messaggero.
Il decreto della procuratrice Elvira Antonelli, eseguito dalla Squadra Mobile di Campobasso con il supporto dello Sco, fissa l'inizio delle operazioni per martedì 13 ottobre alle ore 10. L'attenzione si concentra sui terminali utilizzati dal personale scolastico che aveva rapporti con le vittime.
Cosa prevede il decreto di perquisizione
L'elenco allegato al provvedimento della procura dettaglia la dislocazione dei dispositivi: la maggior parte si trova nel laboratorio adiacente alla serra, altri sono distribuiti nelle aule e nella sede delle scuole medie (utilizzata dall'istituto agrario), mentre una decina sono computer datati, inutilizzati da anni. L'obiettivo è verificare se da quelle postazioni siano state effettuate ricerche su sostanze tossiche o modalità di avvelenamento.
Le parole chiave cercate sui dispositivi
Secondo quanto emerge dal decreto, nel corso delle indagini sono emerse «navigazioni-interrogazioni su piattaforme web degne di interesse investigativo» effettuate da persone ignote.
- veleno
- ricina
- solfato di ammonio
- solfato di sodio
- esano
- ricino
- semi di ricino
- olio di ricino
- deep web
- dark web
Parallelamente, gli specialisti della polizia postale e dello Sco verificheranno l'eventuale cancellazione della cronologia o di file per occultare le ricerche.
Il legame con la scuola e il calendario delle operazioni
Il collegamento tra l'istituto e la vicenda giudiziaria passa attraverso due dipendenti: Monia, insegnante di matematica descritta come amica di Gianni Di Vita (marito e padre delle vittime), e il marito Michele, tecnico di laboratorio. Entrambi prestano servizio nella scuola di Riccia da tempo.
La Squadra Mobile, guidata dal capo Marco Graziano, ha già acquisito nei mesi scorsi i dati dei dispositivi degli istituti frequentati da persone vicine alle vittime. La perquisizione del 13 ottobre rappresenta un passaggio tecnico decisivo per incrociare i dati informatici con gli esiti tossicologici e le indagini tradizionali.
Cosa succede ora. Le operazioni di copia forense e analisi dei supporti inizieranno martedì mattina. I tempi per l'esito degli accertamenti tecnici non sono brevi: i risultati confluiranno nel fascicolo della procura di Larino che coordina l'inchiesta per omicidio volontario.