In occasione della Giornata nazionale della dislessia, promossa dall'Associazione Italiana Dislessia, si torna a riflettere sui numeri dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) nel contesto scolastico. I dati recenti evidenziano un trend in crescita costante, che vede un incremento significativo delle segnalazioni rispetto al decennio scorso, riflettendo una maggiore capacità di intercettare precocemente le difficoltà di apprendimento.
Tuttavia, gli esperti invitano a leggere questo incremento con cautela. L'aumento non denota necessariamente una maggiore frequenza dei disturbi, quanto piuttosto una crescente consapevolezza da parte delle famiglie e del personale scolastico, che si traduce in un accesso più tempestivo alle valutazioni specialistiche. Per le famiglie che necessitano di orientarsi nell'iter di diagnosi e segnalazione, il Ministero dell'Istruzione e del Merito mette a disposizione informazioni e linee guida sul portale ufficiale mim.gov.it, mentre l'Associazione Italiana Dislessia offre supporto e indicazioni operative attraverso il proprio sito aiditalia.org.
L'importanza dell'osservazione precoce
Nonostante la maggiore attenzione, resta un nodo critico: molte difficoltà vengono ancora identificate soltanto durante il ciclo della scuola secondaria. Questo ritardo comporta spesso anni di fatica per gli studenti, i cui risultati scolastici risultano non proporzionati all'impegno profuso.
Eleonora Conti, psicologa e psicoterapeuta, sottolinea come i DSA, che riguardano l'area della lettura, della scrittura e del calcolo, si manifestino pur in presenza di un'intelligenza nella norma. Spesso i genitori interpretano le difficoltà dei figli come pigrizia o mancanza di motivazione, quando in realtà il bambino sta tentando di gestire un ostacolo neurobiologico che non riesce ancora a verbalizzare.
Collaborazione tra scuola e famiglia
A sedici anni dall'approvazione della normativa di riferimento per la tutela degli studenti con DSA (la Legge 170/2010), il panorama è mutato. Le famiglie e gli insegnanti risultano oggi più preparati a riconoscere i primi segnali di allarme.
- Osservazione tempestiva: intervenire prima che il disagio scolastico si cronicizzi.
- Sinergia: favorire incontri regolari tra scuola, famiglia e professionisti per definire strumenti e strategie condivise.
- Approccio integrato: allineare le pratiche didattiche in classe con quelle adottate a casa, riducendo lo stress dell'alunno.
La collaborazione tra istituzioni scolastiche e specialisti clinici rimane lo strumento principale per garantire che ogni studente possa affrontare il percorso formativo con le giuste strategie, trasformando la consapevolezza del disturbo in una gestione efficace e inclusiva del percorso di apprendimento. Per approfondire gli strumenti di supporto e la normativa vigente.
Fonte: il Resto del Carlino




