Il Piano provinciale di dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2027/2028, approvato lo scorso 6 ottobre dal presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, finisce al centro di un duro scontro sindacale. Le organizzazioni di categoria denunciano disparità nei criteri applicati ai diversi territori della Capitanata e chiedono un intervento correttivo da parte della Regione Puglia, a cui spetta l'ultima parola sul provvedimento.
Le critiche arrivano in modo unitario dalle sigle provinciali di categoria: Flc Cgil, Dirigentiscuola Di.S.Conf., Snals Confsal, Anp e Cisl Scuola. Al centro della contestazione c'è l'impostazione generale del piano, accusato di non aver tenuto conto degli indirizzi generali che prevedevano la riapertura del confronto per perfezionare gli assetti senza considerarli immodificabili.
Il nodo di Foggia e gli esuberi di alunni
Tra le misure più contestate figura la fusione tra il Circolo Didattico ‘San Giovanni Bosco’ e la scuola secondaria di I grado ‘Leonardo Murialdo’ di Foggia. Secondo i dati Sidi richiamati dai sindacati, l'accorpamento darebbe vita a un istituto con 1.413 alunni, superando nettamente il limite massimo di 1.200 previsto dalle Linee di Indirizzo regionali.
La Provincia ha replicato definendo il parametro numerico come un criterio secondario rispetto alla verticalizzazione e giustificando lo sforamento con un possibile calo demografico futuro. Una motivazione che non convince le sigle sindacali, secondo cui una previsione demografica incerta non può giustificare oggi il superamento dei parametri stabiliti.
La situazione di Vieste e il confronto con gli altri territori
Un altro caso particolarmente discusso riguarda il Comune di Vieste — guidato dallo stesso presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti —, dove l'Ipeoa ‘Mattei’ e il Liceo ‘Fazzini-Giuliani’ potrebbero essere scorporati nonostante l'istituto attuale conti poco più di 800 studenti e il solo liceo si fermi a 344 iscritti.
La Provincia ha motivato la scelta richiamando la presenza del convitto annesso all'alberghiero. Una spiegazione che ha spinto i sindacati a chiedere coerenza, sollevando un interrogativo politico e istituzionale: se la presenza del convitto giustifica la separazione a Vieste, perché a Lucera si è invece scelta la strada opposta attivando un indirizzo liceale proprio all'interno del Convitto Bonghi?
Sul fronte delle infrastrutture, le organizzazioni sindacali esprimono perplessità anche sul trasferimento della scuola secondaria di II grado dell'Istituto Omnicomprensivo ‘D’Apolito’ di Cagnano Varano all’I.I.S.S. ‘De Rogatis-Fioritto’ di San Nicandro Garganico, collegandolo ai progetti di investimento edilizio previsti sul territorio. Per i sindacati, la programmazione della rete scolastica e quella dell'edilizia devono rimanere distinte, anteponendo le esigenze formative di studenti e famiglie alle logiche di sostenibilità finanziaria delle opere.
La richiesta di criteri trasparenti
Portando ad esempio l'iter seguito a San Giovanni Rotondo, dove il confronto con le dirigenze scolastiche ha evitato lo scorporo di un istituto comprensivo tutelando organici e graduatorie, le organizzazioni sindacali chiedono un cambio di rotta. La richiesta formale è quella di aprire un nuovo confronto per rivedere il piano sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e applicati in modo uniforme su tutto il territorio provinciale.
Fonte: FoggiaToday



