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Cybersecurity, l'Università di Perugia sigla un'intesa con la Polizia Postale

08 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

Proteggere le banche dati della comunità accademica, contrastare tempestivamente le incursioni informatiche e garantire che piattaforme didattiche e servizi amministrativi rimangano sempre attivi e sicuri. Con questi obiettivi l'Università degli Studi di Perugia ha siglato un protocollo d'intesa con il Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc) della Polizia postale per l'Umbria, stringendo una collaborazione strategica sul fronte della sicurezza digitale.

L'accordo nasce dalla necessità di fronteggiare minacce cibernetiche sempre più complesse e strutturate, che negli ultimi tempi prendono di mira con frequenza crescente enti pubblici, infrastrutture critiche e istituti di istruzione superiore a livello nazionale.

Cosa prevede l'accordo tra UniPg e Polizia Postale

Il documento stabilisce un canale diretto e operativo tra i tecnici dell'Ateneo e gli specialisti della Polizia Postale, impostando un modello di cooperazione che punta anzitutto sulla prevenzione. È possibile consultare il testo integrale dell'accordo e i dettagli della collaborazione direttamente sul portale ufficiale dell'Ateneo all'indirizzo unipg.it.

Alla firma formale dell'intesa hanno parte il rettore dell'Ateneo perugino, Massimiliano Marianelli, e il dirigente del Cosc per l'Umbria, Francesco Verduci, alla presenza del Questore di Perugia, Dario Sallustio, e del professor Livio Fanò, delegato rettorale per l'intelligenza artificiale e le infrastrutture di ricerca e tecnologiche.

La tutela della comunità accademica come priorità

Nel commentare la sottoscrizione del protocollo, il rettore Massimiliano Marianelli ha spiegato come la difesa delle infrastrutture tecnologiche non rappresenti soltanto una questione tecnica o burocratica.

«Il Protocollo che sottoscriviamo oggi non è un atto amministrativo, ma un atto di responsabilità: verso la nostra comunità, verso il territorio di cui l'Università è parte viva, verso il futuro che stiamo costruendo insieme. La sicurezza digitale non si misura soltanto in termini tecnici. È una condizione di fiducia: quella fiducia che ogni giorno studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, docenti e personale tutto ripongono in un'istituzione chiamata a custodire non solo dati, ma relazioni, sapere, memoria».

Marianelli ha inoltre sottolineato che investire in contromisure informatiche costituisce un dovere verso il bene comune, reso possibile proprio da alleanze solide con i corpi specializzati dello Stato.

Dalle vulnerabilità di rete alle sfide dell'intelligenza artificiale

La cooperazione sul territorio si inserisce nel quadro delle attività che la Polizia di Stato porta avanti per presidiare le infrastrutture critiche del Paese. Il Questore di Perugia, Dario Sallustio, ha evidenziato come la sicurezza cibernetica sia ormai parte integrante della sicurezza pubblica complessiva, richiedendo risposte coordinate basate su tempestività, competenze tecniche condivise e azioni preventive.

Dal canto suo, il dirigente del Cosc Francesco Verduci ha ricordato come la salvaguardia dei servizi universitari sia considerata prioritaria dalla Polizia Postale, soprattutto per prevenire attacchi mirati al blocco dei servizi o al furto di dati riservati.

Un passaggio rilevante riguarda anche il ruolo delle nuove tecnologie emergenti. Come evidenziato durante l'incontro dal delegato Livio Fanò, la diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale riduce la distanza tra la preparazione tecnica di base e la capacità distruttiva delle minacce informatiche; al contempo, però, le stesse tecnologie offrono potenzialità difensive avanzate che, grazie al lavoro congiunto con gli esperti del Cosc, permetteranno all'Ateneo di mantenere i sistemi di protezione costantemente aggiornati.

Fonte: PerugiaToday

Tags: sicurezza cronaca universita
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