I cortili delle scuole italiane, spesso ridotti a grigie distese di asfalto e cemento che accumulano calore, si preparano a cambiare volto per trasformarsi in vere e proprie oasi verdi e aule all'aperto. Il progetto pilota che sta prendendo forma a Viareggio dimostra come sia possibile depavimentare questi spazi per proteggere gli studenti dalle polveri sottili e creare nuovi ambienti di socializzazione.
La storia di questa trasformazione, raccontata in dettaglio da Il Fatto Quotidiano, riguarda l'Istituto di Istruzione Superiore (ISS) di Viareggio, un plesso scolastico che sorge in un'area particolarmente esposta alle pressioni ambientali. Stretto tra la trafficata via Aurelia e due parcheggi, il cortile dell'istituto soffriva finora di una totale mancanza di zone d'ombra, con un progressivo inaridimento del suolo e un forte effetto "isola di calore". Una situazione comune a tantissimi istituti scolastici del nostro Paese, dove gli spazi esterni sono spesso concepiti più come aree di sosta o parcheggi che come luoghi di apprendimento e benessere.
Il progetto RE-ACT Schools e l'oasi di Viareggio
A cambiare il destino di questo spazio è un intervento finanziato dall'Unione Europea e dalla Provincia di Lucca. Il plesso viareggino è stato infatti inserito nel monitoraggio dell'Università di Firenze all'interno del progetto europeo RE-ACT Schools, un'iniziativa Interreg Euro-MED dedicata proprio alla rigenerazione e alla trasformazione dei cortili delle scuole in oasi climatiche e sociali.
Di questa esperienza e del futuro delle nostre scuole si parlerà in modo approfondito proprio in questi giorni, dall'8 all'11 ottobre 2026, a Lucca, durante il festival "Pianeta Terra" organizzato dall'editore Laterza. Tra i momenti chiave della manifestazione c'è l'incontro intitolato "Scuole resilienti. Come trasformare gli spazi scolastici in oasi climatiche e sociali", che vede tra i relatori l'architetto e progettista Giacomo Cordoni, curatore dell'intervento di Viareggio.
Come spiegato dal progettista, l'intervento si concentra su un'area interna della scuola che non aveva una destinazione d'uso definita, priva di valorizzazione ambientale e funzionale. L'obiettivo principale è duplice: mitigare l'impatto del cambiamento climatico e restituire agli studenti uno spazio accogliente per la sosta, l'incontro e la didattica all'aperto.
Come cambierà il cortile: alberi, terrapieni e giardini della pioggia
Il piano di riqualificazione prevede una serie di soluzioni ecologiche e architettoniche integrate.
- Barriere verdi contro lo smog: Per contrastare le polveri sottili (PM10 e PM2.5) provenienti dalla vicina via Aurelia, sul perimetro del lotto verranno piantati filari multistrato di alberi alti e arbusti fitti. Poiché il particolato fine viaggia spesso a quota bassa, la vegetazione densa vicino al suolo funzionerà come un vero e proprio filtro naturale.
- Terrapieni e sedute naturali: L'ingresso della scuola verrà riorganizzato con due terrapieni mantenuti a prato spontaneo, ricchi di essenze erbacee rustiche e autoctone per favorire la biodiversità e gli insetti impollinatori. Il terrapieno posizionato a sud sarà modellato con due gradonate di 50 centimetri di altezza, realizzando una grande seduta verde.
- Raffrescamento e ombreggiatura: Oltre alla piantumazione di lecci e piccoli boschetti di arbusti all'interno del lotto per creare zone d'ombra, verranno installate pergole in tubolari di ferro ricoperte da piante rampicanti, che favoriranno il raffrescamento evaporativo.
- I "rain garden" (giardini della pioggia): Si tratta di depressioni del terreno progettate per raccogliere temporaneamente l'acqua piovana, che viene poi trattenuta e filtrata dalle radici delle piante. Per questi spazi sono state scelte graminacee ornamentali, ideali perché richiedono pochissima manutenzione e favoriscono l'evapotraspirazione.
- L'orto didattico: Sarà realizzato un laboratorio all'aperto dedicato alla sostenibilità e alla stagionalità delle colture, che verrà irrigato recuperando l'acqua piovana raccolta in apposite vasche integrate nelle sedute.
Un modello da estendere ai regolamenti comunali
L'esperienza dell'ISS di Viareggio non vuole rimanere un caso isolato. Trattandosi di uno dei progetti pilota di RE-ACT Schools, l'obiettivo finale è la definizione di un toolkit operativo destinato alle pubbliche amministrazioni di tutta Italia.
L'auspicio dei progettisti e dei promotori dell'iniziativa è che la depavimentazione e la rigenerazione dei cortili scolastici non siano più considerate interventi straordinari o legati a singoli finanziamenti europei, ma diventino una practice strutturale, da inserire stabilmente all'interno dei regolamenti edilizi e comunali. Trasformare il cemento in terra e alberi non è solo una scelta estetica, ma una necessità sanitaria e sociale per garantire alle nuove generazioni spazi di crescita più sani e resilienti.