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Campo scuola "Noi e l'imprevisto 2026": tre giorni per bambini con diabete tipo 1

08 ottobre 2026 di Francesco Perrone

Si è concluso mercoledì 7 ottobre 2026, presso il Meditur Village di Scianolecchia a Carovigno (Brindisi), il campo scuola residenziale “Noi e l'imprevisto - Vivere, scegliere, crescere”. L'iniziativa, giunta all'edizione 2026, ha accolto per tre giorni bambini con diabete mellito di tipo 1 e le loro famiglie, provenienti da tutta la Puglia. Come riportato da BrindisiReport, il soggiorno educativo-terapeutico è stato finanziato dalla Regione Puglia e realizzato grazie a una rete che unisce aziende sanitarie, associazioni di pazienti e strutture ospedaliere universitarie.

Il programma: educazione terapeutica, natura e autonomia

Dal 5 al 7 ottobre, il campo scuola ha offerto un percorso strutturato su quattro obiettivi principali: l'autonomia graduale nella gestione della malattia, la serenità delle famiglie attraverso la condivisione delle esperienze, l'educazione alimentare e motoria (con conta dei carboidrati e attività all'aperto) e il lavoro sulle emozioni e le relazioni.

Durante tutto il soggiorno, le famiglie sono state affiancate dalle équipe sanitarie dei centri diabetologici (pediatri, infermieri, nutrizionisti, psicologi), dallo staff del villaggio e da guide naturalistiche. Ogni intervento ha seguito il piano terapeutico individuale concordato con i centri di riferimento.

La rete istituzionale e associativa

L'iniziativa ha visto la collaborazione operativa delle Asl di Brindisi, Foggia e Taranto, della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza e del Policlinico ospedaliero-universitario di Foggia, affiancate dalle associazioni Diabete Italia Puglia e Diabete 123 Taranto Aps. Per la Asl Brindisi, i referenti del progetto sono stati Maria Susanna Coccioli (direttore facente funzioni Uoc Pediatria e Neonatologia dell'ospedale Perrino), la pediatra Federica Pignataro e l'infermiera Daniela Blasi.

“Sono sempre più convinta dell'importanza di questi incontri sia per le famiglie, ma anche per noi operatori. Ciò che possiamo trasmettere reciprocamente in un camposcuola rispetto a una visita in ambulatorio ha una valenza incisiva nella quotidianità della famiglia. Non sono importanti i numeri, ma la qualità dell'offerta in quanto il valore di ogni bimbo ha un prezzo impagabile”.

— Maria Susanna Coccioli, Asl Brindisi

Le voci dei protagonisti: «Investimento su autonomia e inclusione»

Nel corso dei tre giorni l'assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia, Cristian Casili, ha incontrato partecipanti e operatori, ribadendo il valore strategico dell'esperienza.

“La Regione Puglia considera i campi scuola per i bambini con diabete mellito di tipo 1 un investimento concreto sulla qualità della vita, sull'autonomia e sull'inclusione. Qui la cura assume una dimensione più ampia: significa offrire ai bambini la possibilità di sperimentarsi, fare sport, stare insieme, conoscere e affrontare situazioni nuove in un contesto protetto. Il valore di questa esperienza sta anche nella rete che la rende possibile, mettendo insieme sistema sanitario, famiglie, professionisti e Terzo Settore. È una rete che vogliamo continuare a rafforzare perché nessun bambino e nessuna famiglia debbano sentirsi soli nella gestione della loro quotidianità”.

— Cristian Casili, Assessore al Welfare e allo Sport Regione Puglia

Sulla stessa linea la presidente di Diabete Italia Puglia Aps, Monica Priore, che ha sottolineato come il gioco, la natura e il movimento diventino occasioni per crescere in autonomia, accompagnati dai professionisti sanitari, e come la collaborazione tra associazioni e istituzioni sia la chiave per dare risposte concrete ai bisogni delle famiglie.

Cosa resta alle famiglie

L'approccio del campo scuola “Noi e l'imprevisto” sposta il focus dalla gestione clinica stretta alla vita reale: imparare a contare i carboidrati durante un pasto condiviso, regolare l'insulina durante una passeggiata nella macchia mediterranea, confrontarsi con altri genitori sulle paure notturne. È in questo scambio continuo tra pari e con gli specialisti — fuori dall'ambulatorio — che si costruisce quella competenza quotidiana che nessuna visita di controllo può trasferire da sola. La rete tra Asl, Policlinici, Fondazioni e Terzo Settore dimostrata a Carovigno è il modello operativo che la Regione Puglia intende consolidare per le prossime edizioni.

Tags: cronaca inclusione cronaca
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