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Master MaBAC 20ª edizione a Ca' Foscari: inaugurazione con Buttafuoco

07 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

È partita lunedì 5 ottobre la ventesima edizione del Master in Management dei beni e delle attività culturali (MaBAC), il percorso di alta formazione organizzato dalla Ca' Foscari Challenge School in partnership con la ESCP Business School di Parigi. A inaugurare l'anno accademico nell'aula Baratto dell'ateneo veneziano è stato il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, davanti a una platea di studenti provenienti da 27 nazionalità diverse.

Buttafuoco: «La cultura è struttura della società»

Nel suo intervento, Buttafuoco ha intrecciato filosofia, letteratura ed economia della cultura. «Ogni euro investito nelle attività culturali ne genera tre di indotto», ha ricordato, citando come caso concreto la Fondazione Teatro La Fenice — il cui direttore, Andrea Erri, è docente del master e professor of practice alla Challenge School — come esempio di come un'istituzione culturale possa diventare «polis» e «dato politico».

Rivolto agli allievi, il presidente della Biennale ha sottolineato la natura relazionale del lavoro culturale: «Che cos'è il nostro lavoro se non aiutare, costruire, preparare, sollecitare l'attenzione dell'io verso il tu?». Buttafuoco ha dato appuntamento ai futuri stagisti — molti dei quali opereranno proprio in Biennale — al «lavoro quotidiano della Fondazione», definendolo un «passaggio di testimone che facciamo con l'università».

Vent'anni di numeri: 764 professionisti e 500 istituzioni partner

I co-direttori Francesco Casarin e Carole Bonnier hanno tracciato il bilancio di due decenni: 764 operatori culturali formati e una rete di oltre 500 istituzioni europee e internazionali che hanno accolto gli stagisti MaBAC. «Il programma è arrivato alla ventesima edizione perché consente di proporsi e scommettere sul mercato del lavoro e della cultura a livello almeno europeo», ha spiegato Casarin, evidenziando la capacità di attrarre talenti globali.

Il coordinatore didattico Umberto Rosin ha accolto gli studenti in inglese, richiamando le sfide poste dall'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro: «Sarà un lungo viaggio, fatto di duro lavoro, gioia, stress, scoperta, crescita, fatica e amicizia. Da oggi consideratevi parte della famiglia MaBAC».

Un percorso a doppio binario tra Venezia e Parigi

Il master si svolge tra le due sedi e rilascia un doppio titolo. La formula prevede lezioni frontali, project work e stage curriculari presso enti di primo piano — musei, fondazioni, festival, case d'asta, istituzioni pubbliche e private — che costituiscono il vero ponte verso l'inserimento professionale.

La prorettrice alla cultura e al public engagement, Elisa Curti, ha portato i saluti del rettore Marco Sgarbi (impegnato a Treviso), riprendendo la metafora dei pali su cui poggia Venezia: «La cultura è esattamente questo: la struttura invisibile che regge una comunità, che le permette di riconoscersi, di discutere, di immaginare il proprio futuro».

Orientarsi nell'offerta di alta formazione

Per chi valuta percorsi di specializzazione post-laurea utili anche per il punteggio nelle graduatorie scolastiche, esiste un servizio di consulenza a pagamento che affianca nella scelta tra master, corsi di perfezionamento e certificazioni: formacenter.it offre un catalogo orientato al mondo scuola con supporto di un consulente dedicato.

La notizia è riportata da VeneziaToday (testata del network Citynews) che ha seguito l'evento di lunedì 5 ottobre in aula Baratto.

Tags: cronaca universita università
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