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La montagna diventa aula: in e-bike nel Casentino con gli studenti Unifi

07 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

Trasformare il territorio in una vera e propria aula a cielo aperto per unire teoria scientifica e gestione concreta dell'ambiente: è questa l'iniziativa che ha visto protagonisti gli studenti dei corsi di laurea in Scienze Forestali e Ambientali e della laurea magistrale in Scienze e Tecnologie dei Sistemi Forestali dell'Università di Firenze. I futuri dottori forestali sono saliti in sella a una e-bike per attraversare l'area montana del Casentino e approfondire da vicino il lavoro di tutela e salvaguardia svolto dagli enti locali.

L'esperienza didattica sul campo ha permesso agli studenti di uscire dai canoni delle lezioni frontali per confrontarsi direttamente con i professionisti e le istituzioni impegnati nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella difesa della biodiversità montana.

Un itinerario di 41 km tra formazione e mobilità sostenibile

L'iniziativa, ideata e promossa dal presidente del Corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali dell'ateneo fiorentino, il professor Giacomo Goli, insieme al professor Gianluca Bambi, docente di Progettazione e gestione per i biosistemi agro-territoriali, ha unito l'insegnamento universitario alla mobilità a basso impatto ambientale.

Come raccontato dal quotidiano La Nazione, gli studenti sono partiti da Badia Prataglia per affrontare un percorso a tappe di 41 chilometri su due ruote, toccando diversi punti nevralgici del comprensorio montano e affrontando sul campo i temi cruciali della governance e della sicurezza territoriale.

All'iniziativa ha preso parte anche il professor Federico Preti, docente universitario ed esperto del territorio casentinese, che ha offerto agli allievi spunti di riflessione sulle dinamiche operative e sulle più recenti evoluzioni normative in ambito europeo per la protezione delle zone montane.

L'incontro con il Consorzio di Bonifica a Camaldoli

Una delle tappe centrali dell'itinerario si è svolta a Camaldoli, dove la comitiva di studenti ha incontrato i vertici del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno. A ricevere la delegazione universitaria sono stati la presidente dell'ente, Serena Stefani, e l'ingegner Enrico Righeschi, caposettore PAB dell'Area Manutenzioni.

Durante il confronto, svolto nell'incantevole cornice del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, i tecnici del Consorzio hanno illustrato gli interventi di ripristino delle briglie montane realizzati lungo il Fosso della Bernardina e il Fosso di Camaldoli.

L'analisi sul posto ha consentito di mostrare agli studenti come la manutenzione e la messa in sicurezza dei corsi d'acqua montani possano integrarsi virtuosamente con la conservazione degli ecosistemi e della biodiversità locale, garantendo la funzionalità idraulica delle opere senza alterare il paesaggio naturale.

Manutenzione, nuovi interventi e appuntamenti futuri

“I Consorzi lavorano per mantenere i corsi d’acqua efficienti. Per farlo abbiamo sempre più bisogno di competenze non solo ingegneristiche, ma anche ambientali, come quelle che state acquisendo voi. In questo punto del territorio potete verificare come manutenzione e conservazione possano e debbano procedere di pari passo.”

La presidente Stefani ha inoltre richiamato il metodo delle cosiddette “passeggiate progettanti”, fondato sul dialogo e la collaborazione attiva tra tutti i soggetti istituzionali e scientifici coinvolti. Un approccio che ha portato alla stesura di un apposito vademecum di buone pratiche, che verrà ufficialmente presentato il 30 ottobre a Poppi durante la seconda edizione del convegno intitolato "Montagna in prima linea".

Sul fronte dei progetti futuri, l'ingegner Righeschi ha annunciato l'arrivo di un finanziamento regionale che permetterà di proseguire la manutenzione del Fosso di Camaldoli con ulteriori opere sulle strutture esistenti. Tali interventi dovranno contemperare l'efficienza idraulica con le difficoltà logistiche di accesso e il massimo rispetto per la flora e la fauna locali.

Formazione universitaria e mondo del lavoro

La giornata ha confermato il valore del percorso di collaborazione già da tempo avviato tra l'Università degli Studi di Firenze e il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, mirato a ridurre le distanze tra formazione accademica e professione sul campo.

L'esperienza dimostra come la didattica sul territorio rappresenti un elemento chiave per preparare i futuri dottori forestali ad affrontare le complesse sfide legate al cambiamento climatico, alla cura del reticolo idrografico minore e alla mitigazione del rischio idraulico in ambito montano.

Tags: cronaca universita e-bike
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