Una situazione di grave difficoltà per le famiglie marchigiane che necessitano di supporti per i propri figli in età scolare. La Cgil Marche ha sollevato un caso riguardante i tempi di attesa per la prima presa in carico degli alunni con disabilità e con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) da parte delle Unità Multidimensionali dell’Età Evolutiva (UMEE).
Secondo quanto denunciato dal sindacato, si registrano criticità nei tempi di attesa tra la richiesta del percorso valutativo da parte delle famiglie e l'effettiva presa in carico da parte dei servizi territoriali. Un'attesa che, in molti casi, spinge le famiglie a rivolgersi al sistema privato, facendosi carico di costi significativi e affrontando una disparità di trattamento rispetto a chi non può permettersi tali spese.
La denuncia della Cgil: un diritto negato
La Cgil Marche definisce questa condizione come una "grave discriminazione" per i minori in obbligo scolastico. Il sindacato sottolinea che tali ritardi non solo creano una disparità tra le famiglie, ma contrastano con quanto previsto dalla normativa vigente e dai principi costituzionali in materia di diritto allo studio e inclusione.
Le famiglie che riscontrano ritardi nell'erogazione dei servizi possono avvalersi di diversi canali di tutela per far valere i propri diritti. Oltre alla possibilità di inoltrare una diffida formale agli enti competenti, è previsto il ricorso al Garante regionale dei diritti della persona o, nei casi più gravi, l'attivazione di procedure legali presso il TAR per il riconoscimento del diritto alla salute e all'istruzione. Per reperire i contatti delle UMEE e consultare le sedi di riferimento, è disponibile il portale ufficiale Sanità Marche.
La richiesta avanzata alla Regione Marche è chiara: è necessario un tavolo di confronto immediato per affrontare la questione. Per il sindacato, le politiche sociali devono tornare al centro dell'agenda politica regionale, con l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze e garantire una protezione sociale adeguata, specialmente in un contesto economico complesso che rischia di penalizzare maggiormente i nuclei familiari con componenti in condizione di fragilità.
La richiesta di nuove risorse
Oltre al confronto istituzionale, la Cgil pone l'accento sulla necessità di destinare maggiori risorse ai Comuni. L'obiettivo è quello di garantire un'assistenza educativa solida e tempestiva per tutti gli alunni con disabilità in obbligo scolastico. L'allarme lanciato dal sindacato evidenzia come la lentezza degli interventi burocratici e sanitari si traduca, inevitabilmente, in ripercussioni negative sul percorso formativo e sul benessere psicofisico di studentesse e studenti.
Il tema è centrale per il sistema scolastico regionale, dove la tempestività della diagnosi e del supporto è fondamentale per assicurare l'effettiva inclusione didattica, come sancito dalle leggi nazionali che regolano il sostegno e le tutele per gli studenti con DSA.
Fonte: AnconaToday