Il Consiglio comunale ha approvato d’urgenza una convenzione tra il Comune di Sesto e quello di Seregno, finalizzata a permettere l’inserimento di uno studente con disabilità grave all’interno delle sezioni speciali della scuola primaria "Rodari" di Seregno. Il provvedimento, ratificato con delibera di Giunta, risponde a una specifica richiesta avanzata dalla famiglia, che ha ottenuto l’accesso alla struttura brianzola, nota per la presenza di figure altamente specializzate e di personale ASA.
La necessità di questo accordo tra enti locali nasce dalla carenza di strutture adeguate sul territorio di residenza dello studente, in conformità con quanto previsto dal D.Lgs 66/2017 che disciplina l'inclusione scolastica e la collaborazione tra gli enti territoriali per garantire il diritto allo studio. Come spiegato dall'assessore al Sociale Alessandra Aiosa, l'amministrazione ha il dovere di supportare le famiglie nel trovare le soluzioni più idonee per il percorso di crescita e lo sviluppo delle competenze dei ragazzi. La decisione è stata vagliata da un’equipe multidisciplinare composta da assistenti sociali, specialisti della neuropsichiatria infantile e altri professionisti del settore.
Un caso raro, ma emblematico
Si tratta di un caso eccezionale: in vent'anni, è solo la seconda volta che si rende necessaria una convenzione di questo tipo, con un precedente risalente al 2008. Attualmente, l’amministrazione comunale segue circa 250 persone con disabilità; il caso in questione è stato gestito attraverso un percorso di valutazione amministrativa volto a definire la soluzione più aderente al progetto di vita del minore.
Nonostante l’approvazione del provvedimento, il dibattito politico e sociale resta aperto. L’associazione Insieme per l’inclusione ha espresso perplessità riguardo alla gestione del welfare cittadino. Pur riconoscendo la necessità di garantire risposte appropriate in situazioni di grave disabilità, l'associazione solleva interrogativi sulla capacità del territorio di farsi carico delle esigenze dei propri cittadini, richiamando l'importanza dei principi di territorialità sanciti dalla Legge 104/92.
Le criticità segnalate dalle famiglie
Il nodo centrale sollevato dalle associazioni riguarda la continuità e la prossimità dei servizi. Da oltre un decennio, le famiglie segnalano difficoltà nell'accesso ai servizi, liste d'attesa prolungate e una carenza cronica di ore di educativa scolastica. Le preoccupazioni non riguardano solo questo specifico caso, ma l'intero sistema di supporto, che deve confrontarsi con le procedure di assegnazione delle risorse previste dagli elenchi regionali per il sostegno e l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione.
Per l'associazione, l'inclusione non può limitarsi al collocamento in una struttura idonea, ma deve mirare a permettere a ogni persona di vivere e costruire relazioni all'interno della propria comunità di appartenenza, evitando il disagio di trasferimenti frequenti e viaggi prolungati per raggiungere i presidi scolastici specializzati. Per approfondimenti sui diritti degli studenti e le procedure di tutela.
Fonte: Il Giorno