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Asl e università tra i migliori datori di lavoro: il caso della classifica

07 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

Nel panorama lavorativo italiano, la classifica Italy’s Best Employers 2027, realizzata da Statista in collaborazione con il Corriere della Sera, offre quest'anno uno scenario inaspettato: tra i primi venti posti figurano enti pubblici come l'Istituto Nazionale dei Tumori, la Asl di Novara, l'Università degli Studi di Salerno e la Banca d'Italia, posizionati accanto a colossi privati come Google e Lavazza. La metodologia completa e i dettagli del rapporto sono consultabili direttamente sul portale ufficiale di Statista.

Questo risultato non nasce da un confronto diretto tra stipendi, benefit o produttività, ma si basa su una metodologia specifica: la propensione dei dipendenti a consigliare il proprio datore di lavoro. Per l'edizione 2027, sono state coinvolte circa 20mila persone, con oltre 300mila valutazioni raccolte su un campione di circa 5mila datori di lavoro.

Come viene stilata la classifica

Il punteggio finale che determina il posizionamento degli enti non riflette indicatori economici o contrattuali oggettivi. La valutazione poggia principalmente sulla percezione soggettiva dei lavoratori. Più alta è la disponibilità a raccomandare l'istituzione o l'azienda, migliore è il punteggio ottenuto. Statista precisa che, nel calcolo finale, la valutazione interna dei dipendenti ha un peso maggiore rispetto alla reputazione espressa da lavoratori esterni al settore.

Per chi sta valutando il proprio percorso formativo o professionale, è importante ricordare che la qualità di un ateneo non si misura solo attraverso la sua reputazione come datore di lavoro, ma anche attraverso la solidità del percorso accademico scelto. Se stai pianificando il tuo futuro, può essere utile consultare corsi di laurea online riconosciuti per approfondire le opzioni formative disponibili attraverso un supporto professionale specializzato.

Il caso dell'Università di Salerno e delle Asl

Il balzo in avanti di alcuni enti pubblici è particolarmente evidente analizzando le edizioni precedenti. L'Università degli Studi di Salerno, ad esempio, è passata dalla 162esima posizione del 2025 al 20esimo posto di quest'anno. Un percorso simile è stato compiuto dall'Asl di Novara, che entra direttamente al 19esimo posto assoluto, un risultato che il direttore generale Angelo Penna ha attribuito alla qualità del lavoro quotidiano, al clima interno e alle possibilità di crescita offerte agli operatori.

Tuttavia, la trasparenza metodologica presenta alcuni limiti. Nella documentazione pubblica fornita da Statista non viene indicata la soglia minima di risposte necessaria per comparire in graduatoria, né viene specificato il numero esatto di valutazioni raccolte per ogni singolo ente. Questo rende difficile confrontare la solidità statistica tra una grande azienda privata e una specifica struttura pubblica locale.

Le oscillazioni nelle posizioni

La natura della metodologia spiega anche le forti oscillazioni registrate anno dopo anno. La Banca d’Italia, ad esempio, è passata dal 159° posto del 2026 al 7° posto dell'edizione attuale. Anche l'Accademia di Belle Arti di Napoli ha mostrato una crescita significativa, risalendo fino alla sesta posizione. Questi movimenti confermano che la classifica non fotografa una superiorità assoluta in termini di "redditività", ma risponde a un quesito differente: quali organizzazioni godono della maggiore fiducia da parte di chi le vive quotidianamente.

Tags: universita lavoro classifica
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