La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ha conferito questa mattina il diploma di Philosophiae Doctor honoris causa in "Human Rights, Global Politics and International Studies" a Sua Beatitudine Eminentissima Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme. Il riconoscimento premia il ruolo e l'impegno del Cardinale nella difesa del diritto internazionale e dei diritti umani, con particolare riferimento al diritto alla libertà religiosa. È possibile consultare l'archivio ufficiale delle cerimonie di laurea honoris causa sul sito istituzionale della Scuola Superiore Sant'Anna.

La cerimonia si è svolta a Pisa alla presenza del Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, del Rettore della Scuola Sant'Anna Nicola Vitiello e di rappresentanti delle istituzioni politiche e religiose. In un momento storico segnato da profonde tensioni, il conferimento vuole sottolineare come il Cardinale abbia saputo incarnare valori di speranza e umanità, diventando un punto di riferimento per chi invoca pace e dialogo.

La cerimonia e le motivazioni

L'evento si è aperto con i saluti istituzionali del Ministro Bernini e del Rettore Vitiello, che ha evidenziato come la science diplomacy possa trasformare le università in autentici laboratori di pace, luoghi dove la conoscenza apre spazi di confronto e fiducia. A seguire, Caterina Sganga, Direttrice dell'Istituto DIRPOLIS, ha ricordato l'impegno dell'Istituto sui diritti umani, la risoluzione pacifica dei conflitti, la giustizia di transizione e gli studi sulla pace.

Dopo la lettura della motivazione da parte di Francesco Strazzari, Coordinatore del PhD in Human Rights, Global Politics and International Studies, e la laudatio di Edoardo Greppi, Professore Emerito di Diritto Internazionale all'Università di Torino, incentrata sul percorso biografico del Cardinale, il Rettore Vitiello ha consegnato il diploma.

La Lectio Magistralis: "L'umanità dell'altro"

Il momento centrale della mattinata è stata la Lectio Magistralis del Cardinale Pizzaballa sul tema "L'umanità dell'altro. Dignità e diritti nel tempo della guerra". Partendo dalla domanda su come custodire l'umanità dell'altro quando la realtà spinge a negarla.

  • Riconoscimento e dignità: riconoscere l'umanità dell'altro significa accoglierne la diversità e la dignità, un impegno che passa attraverso il linguaggio e il rispetto reciproco, considerando il dialogo come forma concreta di convivenza.
  • Pace come responsabilità: la pace non può restare un'aspirazione astratta; occorre creare condizioni perché si traduca in relazioni e responsabilità concrete.
  • Speranza e futuro condiviso: la speranza trova fondamento nella fede e nei legami tra le persone. La grande tentazione odierna, ha avvertito il Cardinale, è credere che la sicurezza si possa raggiungere senza l'altro: l'esperienza della Terra Santa insegna che il futuro negato agli altri finisce per impoverire anche il nostro. "L'umanità dell'altro non è soltanto una questione morale. È una condizione del nostro stesso futuro".

Il ruolo delle università come custodi del dialogo

Nella sua lectio, il Cardinale ha richiamato esplicitamente la responsabilità delle istituzioni accademiche: in un tempo di divisioni, le università devono essere custodi di pensiero libero e rigoroso, luoghi dove idee e posizioni differenti possano convivere e alimentare una cultura del dialogo e della pace.

"Questo PhD honoris causa è molto più di un riconoscimento. È l'occasione per ricordare che la pace si costruisce attraverso la diplomazia, ma anche con la conoscenza, l'educazione, la capacità di incontrare l'altro. Università e pace sono profondamente legate. Perché ogni università è un luogo nel quale persone diverse imparano a stare insieme, a confrontarsi, a mettere in discussione le proprie certezze"

— Anna Maria Bernini, Ministro dell'Università e della Ricerca

Anche il Rettore Nicola Vitiello ha sottolineato come l'iniziativa si inserisca nel solco delle attività della Scuola Sant'Anna per favorire il dialogo tra istituzioni accademiche, autorità religiose, politiche e società civile, specialmente in contesti dove "la grande assente è la pace". Ha aggiunto che la ripresa delle attività scolastiche in presenza a Gaza, dopo tre anni, permette di sperare che la pace possa essere costruita proprio a partire dalle scuole e dalle università, luoghi dove cercare e comprendere l'umanità dell'altro.

Foto di copertina: Syrio — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Fonte: Il Sole 24 Ore