Arrivano i fondi per le posizioni economiche del personale ATA, ma la notizia scatena la polemica. La Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL ha sollevato pesanti critiche verso la comunicazione del Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, accusando l'amministrazione di fare propaganda su risorse che sono, in realtà, il frutto di accordi contrattuali raggiunti tempo fa e attuati con un ritardo di circa tre anni.
Al centro del dibattito ci sono i circa 60 milioni di euro destinati al beneficio economico delle nuove posizioni economiche per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Secondo il sindacato, tali somme non rappresentano una "benevola concessione" governativa, come lascerebbero intendere i toni trionfalistici, bensì il risultato concreto del lavoro svolto dalle parti sindacali e dall'ARAN in sede di negoziazione del CCNL. L'avvio delle procedure per l'attribuzione di tali benefici è stato formalizzato attraverso la sottoscrizione della Sequenza contrattuale del 12 marzo 2024, che ha definito i criteri di ripartizione e le modalità operative necessarie per l'aggiornamento dei cedolini su NoiPA.
La polemica sui numeri e il ritardo accumulato
La FLC CGIL contesta apertamente la cifra di 120 milioni di euro citata dal Ministro, sottolineando che tale importo include gli arretrati maturati nel triennio. "Il raddoppio non è un merito del Ministro, semmai è la conseguenza del ritardo con cui il Ministero ha dato attuazione a quanto previsto dal contratto", si legge nella nota ufficiale del sindacato. Anche la promessa di attribuire 6 mila ulteriori posizioni economiche viene letta dalla sigla sindacale non come un successo, ma come la conferma di un'ulteriore lentezza burocratica che ha penalizzato i lavoratori per troppo tempo.
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L'inflazione dimenticata
Oltre alla questione delle posizioni economiche, il sindacato punta il dito contro un'omissione che ritiene strutturale nella comunicazione ministeriale: il mancato adeguamento salariale rispetto all'inflazione cumulata nel triennio 2022-2024. Secondo la FLC CGIL, la "vanagloria" è diventata la cifra distintiva dell'attuale gestione del Ministero, che preferirebbe annunciare traguardi raggiunti piuttosto che affrontare le criticità salariali e la carenza di organici che attanagliano la scuola italiana.
La richiesta che emerge dal mondo del lavoro è chiara: non servono annunci, ma il rispetto rigoroso dei tempi previsti dai contratti collettivi nazionali. I lavoratori ATA, conclude la nota, chiedono retribuzioni adeguate al costo della vita e un'amministrazione capace di tradurre gli accordi sottoscritti in fatti concreti e tempestivi, evitando di trasformare l'ordinaria amministrazione in una campagna di comunicazione politica.