L’Università di Padova è l’unico ateneo italiano a partecipare attivamente alla definizione e alla firma del nuovo Manifesto di Parigi per la mobilità sostenibile. Attraverso il lavoro di ricerca della professoressa Chiara Rabbiosi, l'ateneo patavino si fa promotore in Europa di una svolta radicale che mira a ridurre il volume complessivo degli spostamenti e a ripensare l'intero sistema dei trasporti per rispondere in modo concreto all'emergenza climatica.
La presentazione ufficiale del Manifesto e del volume scientifico a cui è collegato è avvenuta ieri sera, lunedì 5 ottobre 2026, alle ore 18:00 a Parigi, nella prestigiosa cornice dell'Auditorium del gruppo editoriale Le Monde. L'evento, intitolato ironicamente "Grille, baby, grille" (un richiamo critico al noto slogan pro-trivellazioni "Drill, baby, drill"), è stato co-organizzato dallo stesso quotidiano francese e dal Forum Vies Mobiles, un importante think tank impegnato nella transizione ecologica dei trasporti.
Il ruolo della ricerca italiana a Parigi
A rappresentare il mondo accademico italiano all'evento parigino è stata la professoressa Chiara Rabbiosi, geografa del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova e componente del Centre for Advanced Studies in Mobility and the Humanities (MoHu). La studiosa ha contribuito direttamente alla stesura del volume collettivo Déviation (pubblicato lo scorso 1° ottobre in Francia da EPFL Press e in uscita in lingua inglese per Routledge il prossimo 24 novembre), dal quale è scaturito il Manifesto.
Come spiegato nel comunicato stampa ufficiale dell'Università di Padova, l'obiettivo dell'iniziativa è scardinare l'idea che la transizione ecologica possa basarsi esclusivamente sull'innovazione tecnologica, come l'elettrificazione dei veicoli, senza intaccare i nostri stili di vita e la quantità di chilometri percorsi ogni giorno.
«Le scienze umane e sociali sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale nell’individuare e rendere praticabili i percorsi di questa necessaria "deviazione"», ha dichiarato la professoressa Rabbiosi. «La sfida per il futuro richiede un ripensamento più ampio dell’organizzazione sociale del tempo libero, delle disuguaglianze che influenzano l’accesso alla mobilità e del potenziale trasformativo delle pratiche emergenti già presenti nei territori».
I numeri della crisi dei trasporti
Il Manifesto di Parigi poggia su un'analisi impietosa dei dati globali relativi all'impatto ambientale dei trasporti.
- Le emissioni: il settore dei trasporti è responsabile di circa il 15% delle emissioni di gas serra a livello mondiale, quota che sale a circa il 30% in Europa e negli Stati Uniti.
- La crescita dei flussi: un secolo fa le persone si spostavano in media per 5 chilometri al giorno; oggi la media giornaliera ha raggiunto i 60 chilometri in Francia e gli 80 negli Stati Uniti.
- I limiti delle risorse: la sola sostituzione tecnologica (come il passaggio di massa all'auto elettrica) rischia di scontrarsi con i limiti fisici del pianeta, in particolare per l'approvvigionamento di materie prime scarse come rame, sabbia e litio, oltre che per la frammentazione degli habitat naturali.
Cosa propone il Manifesto per il futuro delle nostre città
Il documento sottoscritto dall'ateneo di Padova propone di superare la narrazione della "crescita verde" a tutti i costi per concentrarsi su interventions strutturali e di equità sociale. Secondo i firmatari, le emissioni legate ai trasporti sono strettamente correlate alla ricchezza: una minoranza della popolazione mondiale usufruisce di voli frequenti e lunghi spostamenti altamente inquinanti, mentre la maggioranza subisce passivamente la dipendenza dall'auto e i danni alla salute che ne conseguono.
- Dalla velocità all'accesso: smettere di progettare sistemi di trasporto basati sulla pura rapidità e concentrarsi sulla facilità di accesso ai servizi essenziali.
- Pianificazione di prossimità: riorganizzare le città, i servizi e le attività commerciali per valorizzare la "vita quotidiana di prossimità", riducendo la necessità di lunghi spostamenti motorizzati.
- Infrastrutture inclusive: investire massicciamente nel trasporto pubblico locale e nello sviluppo di vie dedicate alla mobilità attiva (pedonale e ciclabile), rendendo l'accesso alla mobilità a basse emissioni socialmente equo.
La partecipazione dell'Università di Padova a questa iniziativa internazionale conferma l'impegno degli atenei italiani nel guidare, attraverso la ricerca scientifica e sociale, le grandi sfide della transizione ecologica globale.
Fonte: wwwassets.unipd.it