Un asilo nido e una scuola dell'infanzia operativi nel comune di Cori sono stati chiusi a seguito di un provvedimento urgente emesso dall'amministrazione locale. La decisione è giunta dopo che un accesso ispettivo, effettuato dalla polizia locale nel mese di settembre, ha fatto emergere l'assenza di qualsiasi titolo abilitativo necessario per lo svolgimento delle attività educative.
I controlli incrociati effettuati presso gli uffici comunali hanno confermato che per la struttura non risultavano né autorizzazioni rilasciate né procedure istruttorie in corso per ottenerle. Una situazione di irregolarità che ha spinto il settore Affari generali del Comune a intervenire tempestivamente con l'ordinanza sindacale numero 42 del 2 ottobre 2026, che ha disposto la chiusura immediata del centro.
La situazione riscontrata
Al momento dell'ispezione, all'interno dei locali è stata riscontrata la presenza di un numero significativo di minori, suddivisi tra le sezioni del nido e della scuola dell'infanzia, privi delle tutele amministrative e di sicurezza previste dalla normativa vigente.
L'ordinanza emessa dall'ente ha disposto la "sospensione con effetto immediato di tutte le attività educative in corso e la contestuale chiusura della struttura". La motivazione alla base del provvedimento è la necessità di interrompere una situazione definita di "manifesta illegalità", garantendo al contempo la tutela dell'incolumità, della salute e della corretta vigilanza sui minori coinvolti.
Le famiglie interessate dal provvedimento di chiusura possono rivolgersi agli uffici dei Servizi Sociali del Comune di Cori per ricevere assistenza nella ricollocazione dei minori presso strutture regolarmente autorizzate. Per quanto concerne la richiesta di rimborso delle rette già versate, gli utenti sono invitati a consultare i propri legali di fiducia per avviare le procedure di diffida e messa in mora nei confronti del gestore della struttura, in attesa di eventuali sviluppi in sede giudiziaria.
Il provvedimento, che impone lo stop immediato al servizio, potrà essere oggetto di ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) da parte dei soggetti interessati.
La vicenda solleva nuovamente il tema della verifica dei requisiti autorizzativi per le strutture private che operano nel settore dell'infanzia, un ambito in cui il rispetto delle norme amministrative e di sicurezza è condizione imprescindibile per il funzionamento e la tutela dell'utenza. Per chi volesse approfondire la normativa di settore.
Fonte: LatinaToday