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Sicurezza a scuola, CNDDU: migliorare gli accessi senza negare la fiducia

05 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

L’aggressione avvenuta nei giorni scorsi ai danni di uno studente di quindici anni all’interno del liceo Ariosto di Ferrara ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza negli istituti scolastici italiani. Il caso, che ha visto un soggetto estraneo alla scuola riuscire a penetrare indisturbato nell’edificio e colpire un alunno con un'arma da taglio, pone interrogativi urgenti non solo sulla vigilanza, ma sull'intero modello di accoglienza e gestione degli spazi educativi.

Sulla vicenda si registra la posizione del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani (CNDDU), che chiede che la riflessione non si esaurisca in risposte emotive o in un inasprimento indiscriminato dei controlli, ma affronti le carenze strutturali e di organico che rendono vulnerabili le scuole. Come riportato dal Resto del Carlino, la questione centrale riguarda l'equilibrio tra la necessaria apertura della scuola al territorio e l'obbligo di garantire l'incolumità di chi la frequenta.

La sicurezza come condizione dell'azione educativa

Secondo Romano Pesavento, presidente del CNDDU, la sicurezza non deve essere percepita come un elemento burocratico o esterno alla vita scolastica. Al contrario, essa rappresenta la base indispensabile affinché l'istruzione possa avere luogo. "Un ragazzo deve poter entrare a scuola sapendo che l’ambiente nel quale trascorrerà una parte significativa della propria giornata è organizzato secondo criteri capaci di tutelarlo", ha dichiarato Pesavento, sottolineando come la tutela dell'integrità fisica e psicologica sia un presupposto fondamentale del diritto all'istruzione.

Il punto critico sollevato dal Coordinamento riguarda la facilità con cui persone non autorizzate possono accedere ai corridoi e alle aule. Se da un lato la scuola deve rimanere un luogo di fiducia e di scambio, dall'altro la mancanza di filtri chiari all'ingresso trasforma questa apertura in un rischio concreto. Il CNDDU invita a superare la contrapposizione tra "scuola aperta" e "scuola controllata", suggerendo che una corretta organizzazione degli accessi sia in realtà lo strumento che permette di preservare la libertà di insegnamento e di apprendimento.

Carenze di personale e limiti strutturali

Uno dei nodi più complessi riguarda la gestione pratica della vigilanza. Molti edifici scolastici italiani, spesso storici o nati da riadattamenti, presentano molteplici punti di ingresso e planimetrie articolate che rendono difficile il monitoraggio costante da parte del personale presente. A questo si aggiunge la cronica carenza di personale ATA, in particolare di collaboratori scolastici, le cui unità sono state progressivamente ridotte negli anni nonostante l'aumento delle responsabilità legate alla sorveglianza.

Il CNDDU evidenzia come sia ingiusto e tecnicamente impossibile chiedere alle scuole una maggiore capacità di vigilanza senza fornire loro i mezzi necessari. "Chiedere alle scuole maggiore capacità di vigilanza senza fornire personale, strumenti e condizioni organizzative adeguate rischia infatti di produrre una responsabilità soltanto formale", avverte Pesavento. La prevenzione, dunque, non può essere affidata al caso o alla buona volontà del singolo operatore, ma deve entrare a far parte della "normalità organizzativa" degli istituti.

Una sfida pedagogica: proteggere senza isolare

Oltre all'aspetto logistico, il caso del liceo Ariosto solleva una questione pedagogica di rilievo. La scuola ha il compito di educare i cittadini di domani, e farlo in un ambiente percepito come insicuro o, al contrario, eccessivamente militarizzato, potrebbe inviare messaggi distorti. Il CNDDU sostiene che proteggere gli studenti non significhi educarli alla paura, ma dimostrare che la libertà è possibile solo all'interno di una cornice di regole e tutele condivise.

In conclusione, la lezione che arriva da Ferrara impone di sottrarre il tema della sicurezza alla logica dell'emergenza. La sfida per il Ministero dell'Istruzione e del Merito e per gli enti locali proprietari degli edifici è quella di trasformare la sicurezza in un investimento strutturale, garantendo che episodi di violenza esterna rimangano eccezioni confinate alla cronaca e non diventino un timore costante per famiglie e docenti.

Per approfondimenti sulle normative vigenti in materia di sicurezza e gestione dei rischi nelle scuole, è possibile consultare le linee guida ufficiali sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Tags: sicurezza cronaca docenti
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