Un gravissimo episodio di violenza si è consumato all'interno dell'istituto alberghiero "Arturo Prever" di Pinerolo, nel Torinese, dove uno studente con disabilità è stato aggredito e ustionato al braccio con la fiamma di un accendino da un compagno di classe. Il fatto, avvenuto negli spogliatoi della scuola, ha immediatamente attivato le procedure di emergenza, l'iter disciplinare interno e l'intervento delle forze dell'ordine.
La ricostruzione dell'aggressione nello spogliatoio
Secondo quanto ricostruito e riportato inizialmente da La Stampa e dall'agenzia ANSA, l'aggressione è avvenuta giovedì scorso (1° ottobre 2026) all'interno degli spogliatoi dell'istituto. Approfittando di un momento in cui nel locale erano presenti pochi allievi, un minore ha utilizzato la fiamma di un accendino per colpire il compagno di scuola con disabilità, causandogli un'ustione al braccio.
Il giovane aggredito è stato subito soccorso e trasportato in ospedale per ricevere le cure necessarie. La dirigente scolastica dell'istituto, Roberta Martino, ha espresso profondo sconcerto per l'accaduto e ha provveduto a denunciare immediatamente il fatto ai carabinieri della stazione locale, che ora dovranno fare piena luce sulla dinamica.
"Siamo sconcertati. Nella nostra scuola non erano mai avvenuti episodi di questa gravità", ha dichiarato la dirigente scolastica Roberta Martino. "È successo tutto in un attimo. In quello spogliatoio c'erano pochi studenti. Li sentiremo per raccogliere altri dettagli".
Cosa rischia l'alunno: le sanzioni disciplinari previste
Sul fronte scolastico, la presidenza ha già avviato un procedimento disciplinare formale nei confronti dello studente ritenuto responsabile dell'aggressione. La decisione definitiva sulla sanzione spetterà al Consiglio di classe, che si riunirà nei prossimi giorni per valutare la gravità del gesto.
In base allo Statuto delle studentesse e degli studenti (regolato dal D.P.R. 249/1998, consultabile sul portale ufficiale Normattiva), per comportamenti di eccezionale gravità che violano l'incolumità delle persone o mettono in pericolo la sicurezza della comunità scolastica, le sanzioni possono superare i canonici 15 giorni di sospensione. Nei casi più estremi, il Consiglio d'istituto può deliberare l'allontanamento dello studente fino al termine dell'anno scolastico o l'esclusione dallo scrutinio finale.
- Procedimento disciplinare immediato: avviato a carico dell'alunno minorenne ritenuto responsabile.
- Sanzioni severe al vaglio: lo studente rischia una lunga sospensione o il definitivo allontanamento dall'istituto.
- Assenza di pentimento: secondo quanto riferito dalla dirigenza, il giovane accusato non avrebbe mostrato segni di ravvedimento dopo l'accaduto.
La reazione delle famiglie e i profili di responsabilità
La gravità della situazione è acuita dalla reazione delle famiglie coinvolte. I genitori dello studente responsabile, formalmente convocati dalla dirigente scolastica per un colloquio urgente, al momento non si sono presentati a scuola. Al contrario, la famiglia della vittima sta valutando, oltre all'azione d'ufficio già intrapresa dall'istituto, la presentazione di una denuncia-querela autonoma per vie legali.
Oltre alle implicazioni penali, che seguono il canale della Procura presso il Tribunale per i minorenni, l'episodio apre anche delicati profili di responsabilità civile. In casi di danni cagionati da minori all'interno delle pertinenze scolastiche, la giurisprudenza richiama spesso la responsabilità dei genitori per l'educazione impartita ai figli (cosiddetta culpa in educando ai sensi dell'articolo 2048 del Codice Civile), oltre alla verifica della vigilanza garantita dall'istituzione scolastica durante le ore di lezione e nei locali accessori come gli spogliatoi.
La priorità della scuola resta ora la tutela della vittima. "Non vorremmo che, al ritorno in classe dello studente soccorso in ospedale, potessero ripetersi episodi di questo tipo", ha concluso la dirigente Martino, sottolineando la necessità di garantire un rientro in totale sicurezza e serenità per l'alunno aggredito.