Migliore gestione del registro elettronico, protezione degli ambienti digitali scolastici, rilancio del diario cartaceo e formazione continua per il personale docente: sono queste le priorità concrete presentate dalle famiglie durante il terzo incontro del ciclo "Crescere bene insieme nel digitale", organizzato dalla nascente rete dei Patti Digitali della provincia di Treviso. Durante il confronto si è affrontato il nodo del rapporto tra minori e smartphone, supportato da evidenze scientifiche che collegano l'uso precoce dei social network a una flessione negli apprendimenti scolastici.
I dati dello studio: l'impatto dei social precoci sulle prove Invalsi
Tra i contributi centrali presentati durante il convegno figurano i risultati del progetto di ricerca Eyes Up, condotto dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca e illustrati da Chiara Respi, ricercatrice in Sociologia e membro della Fondazione Patti Digitali ETS. Come riportato dalla testata locale TrevisoToday, l'indagine ha analizzato un campione di 6.609 studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Lombardia, costituendo il primo studio longitudinale in Italia dedicato alla relazione tra precocità d'uso delle tecnologie digitali e rendimento scolastico.
Dall'analisi emerge un impatto negativo e statisticamente significativo legato all'apertura di un profilo social personale prima dei 14 anni (soglia minima prevista dalla normativa italiana per il consenso al trattamento dei dati senza l'autorizzazione genitoriale). Nello specifico, i dati mostrano un calo misurabile nelle competenze di Italiano e Matematica rilevate attraverso i test nazionali Invalsi, con un divario accentuato per gli studenti provenienti da contesti socio-economici più fragili.
Cosa chiedono i genitori alle istituzioni scolastiche
- Confronto periodico scuola-famiglia: promozione di momenti strutturati di dialogo tra genitori e docenti promossi direttamente dagli istituti;
- Formazione e didattica consapevole: sviluppo di percorsi di didattica digitale nei quali gli insegnanti siano adeguatamente formati per guidare un uso critico dei dispositivi;
- Rivalorizzazione del diario cartaceo: impiego del diario personale come strumento complementare al registro elettronico, per favorire l'autonomia e la responsabilità dei ragazzi nella gestione dei compiti;
- Ambienti digitali protetti: verifica rigorosa delle piattaforme e delle applicazioni didattiche adottate dalle scuole, con la garanzia che siano prive di logiche o finalità commerciali.
Le posizioni dell'Amministrazione e dell'Ufficio Scolastico
Sulle strategie del territorio è intervenuta l'amministrazione comunale di Treviso attraverso l'assessore Gloria Sernagiotto, che ha sottolineato come il passaggio allo smartphone rappresenti una fase delicata che necessita di accompagnamento educativo condiviso. L'Amministrazione sta infatti attuando un intervento organico rivolto alle prime classi della scuola secondaria di primo grado dei cinque Istituti Comprensivi cittadini, con l'intento di confermare la misura anche nelle annualità successive.
Per l'Ufficio Scolastico Territoriale di Treviso è intervenuto il dirigente Massimiliano Salvador (USRV Uff. VI).
«Il significato dei patti è una svolta culturale, ovvero quello di stabilire un'alleanza da parte delle famiglie nella direzione di porre un limite all'utilizzo indiscriminato del digitale da parte dei loro figli. Il digitale non è da demonizzare, va incanalato nella giusta direzione in termini qualitativi e quantitativi. I patti digitali, per fare in modo che non rimangano mere dichiarazioni di intenti, devono essere costantemente applicati e tenuti in vita.»
All'incontro hanno preso parte anche la professoressa Luisa Celeghin in rappresentanza dell'Ufficio Scolastico Territoriale, Letterio Saverio Costa (direttore tecnico capo della Polizia di Stato) e Matteo Maria Giordano, vicepresidente dell'associazione MEC, che ha moderato il dibattito.
I prossimi appuntamenti in programma
L'appuntamento provinciale si inserisce nel percorso verso il terzo meeting nazionale dei Patti Digitali, fissato per il prossimo 24 ottobre presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca. L'evento vedrà la partecipazione diretta dei rappresentanti della Consulta degli Studenti del Veneto per proseguire il confronto nazionale sull'alleanza educativa tra scuola, famiglie e territorio.