Un principio di incendio divampato nella cucina della scuola primaria di Buja, in provincia di Udine, ha portato all'evacuazione precauzionale di circa 200 persone tra alunni, docenti e personale ATA. L'episodio, avvenuto nella prima mattinata di oggi, lunedì 5 ottobre 2026, si è risolto rapidamente e senza alcuna conseguenza per la salute dei presenti grazie alla corretta e tempestiva attivazione delle procedure di emergenza dell'istituto.
La dinamica dell'evento nella scuola friulana
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA, l'allarme è scattato nella mattinata, quando all'interno dei locali scolastici è stata segnalata la presenza di fumo denso proveniente dalla cucina dell'istituto. Immediatamente il personale della scuola ha attivato il piano di emergenza interno, avviando le operazioni di sgombero dell'edificio.
In pochi minuti, circa 190 bambini della scuola primaria e una decina di adulti, tra insegnanti e collaboratori scolastici, hanno abbandonato le aule in modo ordinato per raggiungere il punto di raccolta esterno prestabilito. L'evacuazione si è svolta senza scene di panico e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza interna.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Udine. I pompieri hanno individuato l'origine del problema all'interno dei locali della cucina, provvedendo a spegnere il principio di incendio e a mettere in sicurezza l'intera area. Sono stati quindi avviati i necessari accertamenti volti a chiarire le cause esatte che hanno generato il fumo.
L'importanza dei piani di emergenza e delle prove di evacuazione
L'episodio di Buja evidenzia quanto sia cruciale la costante formazione del personale scolastico e degli alunni in materia di sicurezza sul lavoro e gestione delle emergenze, così come previsto dal Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza). In ogni istituto scolastico deve essere redatto e costantemente aggiornato il Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE), un documento che definisce con precisione i compiti di ciascun operatore in caso di incendio, sisma o altri eventi calamitosi.
Le esercitazioni periodiche, che le scuole sono tenute a svolgere almeno due volte nel corso dell'anno scolastico, si rivelano lo strumento più efficace per prevenire incidenti gravi. Durante queste prove, gli studenti imparano a riconoscere il segnale di allarme, a incolonnarsi senza correre e a seguire il docente di classe (che ha il compito di portare con sé il registro delle presenze e il modulo di evacuazione) fino al punto di raccolta sicuro.
Il ruolo cruciale del personale ATA e dei docenti
Nelle situazioni di reale emergenza, la prontezza del personale scolastico fa la differenza tra un'evacuazione riuscita e un potenziale disastro.
- I docenti: mantengono la calma all'interno della classe, guidano gli alunni lungo le vie di fuga designate e, una volta giunti al punto di raccolta, effettuano l'appello per verificare che nessun bambino sia rimasto indietro, compilando l'apposito verbale.
- I collaboratori scolastici (personale ATA): svolgono un ruolo di supporto logistico fondamentale. Hanno il compito di verificare che i locali comuni (come i servizi igienici, i corridoi e le palestre) siano completamente vuoti, disattivare gli impianti (ove previsto dalle mansioni assegnate) e agevolare l'apertura delle porte di sicurezza verso l'esterno.
- Gli addetti antincendio: figure del personale scolastico appositamente formate con corsi specifici, che collaborano per l'uso dei primi presidi di spegnimento (estintori) se la situazione lo consente e senza mettere a rischio la propria incolumità, coordinando l'allontanamento delle persone in attesa dei soccorsi professionisti.
Nel caso della scuola primaria di Buja, il coordinamento tra il personale presente e la rapidità di intervento dei soccorritori esterni hanno permesso di azzerare i rischi, consentendo il ripristino delle condizioni di sicurezza nell'edificio senza alcuna conseguenza fisica per i piccoli alunni e per il personale in servizio.