L’intelligenza artificiale e la lotta alla disinformazione scientifica devono entrare stabilmente nei percorsi di formazione universitaria dei futuri medici. È questa la proposta lanciata da Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malatte Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, destinata a ridisegnare l'approccio didattico nelle facoltà di Medicina e Chirurgia del nostro Paese.
Secondo il noto infettivologo, la didattica tradizionale basata sulla memorizzazione passiva di enormi volumi di nozioni è ormai superata dall'evoluzione tecnologica. L'obiettivo della formazione medica del futuro non deve più essere l'accumulo di dati mnemonici, bensì la capacità di gestire criticamente gli strumenti digitali a disposizione.
La proposta di Bassetti: superare il nozionismo con l'IA
L'intervento di Matteo Bassetti, avvenuto durante la rassegna "Liguria d’Autore" a Rapallo e riportato da GenovaToday, tocca un tema centrale per il futuro dell'istruzione universitaria e della sanità pubblica. Il medico ha espresso chiaramente la necessità di un cambio di rotta nei programmi di studio accademici.
"Oggi far studiare a un ragazzo 300 pagine di nozioni per un esame di Medicina ha sempre meno senso, perché quelle informazioni può consultarle attraverso l’intelligenza artificiale. Dobbiamo invece insegnargli a usarla bene", ha dichiarato Bassetti.
L'intelligenza artificiale viene quindi vista non come una minaccia per la professione medica, ma come uno "straordinario alleato" che richiede tuttavia competenze specifiche per essere governato. L'obiettivo dei nuovi corsi universitari dovrebbe essere quello di insegnare ai futuri professionisti sanitari a gestire la tecnologia in modo attivo, evitandone un utilizzo passivo o acritico.
Lotta alle fake news e comunicazione scientifica
Un altro pilastro fundamental della proposta riguarda la comunicazione e il contrasto alla disinformazione. La pandemia e la successiva evoluzione del dibattito pubblico hanno dimostrato quanto le notizie false possano influire sulla salute delle persone.
"Le fake news ammazzano la gente e dobbiamo dirlo forte e chiaro", ha sottolineato Bassetti, evidenziando come la capacità di comunicare correttamente sia ormai a tutti gli effetti parte integrante della professione medica. Saper divulgare concetti complessi attraverso i canali digitali e i social network è una competenza che, secondo l'infettivologo, non può più essere lasciata all'improvvisazione o all'apprendimento sul campo, ma deve essere insegnata strutturalmente nelle aule universitarie.
Per realizzare questa transizione, Bassetti auspica una stretta collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca, al fine di inserire l'intelligenza artificiale, la comunicazione scientifica e il contrasto alle fake news nei programmi di studio ministeriali.
Il ruolo del Ministero e la riforma della didattica
La transizione verso un modello didattico integrato con l'intelligenza artificiale richiede un profondo ripensamento dei programmi ministeriali. Attualmente, l'accesso ai corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e la successiva specializzazione sono caratterizzati da un carico di studio fortemente teorico e nozionistico. L'introduzione di moduli dedicati all'uso delle nuove tecnologie e all'etica dell'IA applicata alla diagnostica e alla clinica rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione.
Secondo Bassetti, le coinvolgimento del Ministero dell'Università e della Ricerca è cruciale per definire standard formativi uniformi a livello nazionale. Non si tratta solo di aggiungere esami complementari, ma di trasfondere queste competenze in modo trasversale in tutte le discipline mediche. Saper interrogare correttamente un algoritmo di intelligenza artificiale per supportare una diagnosi, o riconoscere un bias informativo all'interno di un database scientifico, diventeranno presto competenze di base irrinunciabili per qualsiasi medico.
Come orientarsi nella scelta del percorso universitario
La necessità di aggiornare le competenze e di scegliere percorsi formativi al passo con i tempi riguarda non solo l'area medica, ma l'intero panorama accademico. Chi desidera intraprendere un percorso di studi o arricchire il proprio curriculum formativo deve spesso confrontarsi con un'offerta molto vasta e complessa.
Per supportare i futuri studenti in questa decisione, esistono servizi specializzati che aiutano a individuare la strada più adatta alle proprie esigenze professionali e personali. Ad esempio, è possibile valutare l'iscrizione ai corsi di laurea online di Formacenter, un servizio di orientamento e consulenza a pagamento che mette a disposizione un professionista dedicato per guidare lo studente nella scelta del percorso accademico più idoneo e riconosciuto dal Ministero.
In un mondo del lavoro in rapida evoluzione, dove l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie ridefiniscono costantemente le professioni, una formazione flessibile e mirata rappresenta un valore aggiunto fondamentale per l'inserimento occupazionale e lo sviluppo di nuove competenze digitali.
Foto di copertina: CescoFranz76 — CC0, via Wikimedia Commons