Il Consiglio dei ministri ha approvato, lo scorso 24 settembre 2026, un decreto-legge contenente misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027. Tra i punti centrali del provvedimento figura una revisione dell’organizzazione didattica degli istituti tecnici, che interviene direttamente sugli allegati del DL n. 144/2022, in particolare sull'allegato 2-ter.
La questione è seguita con attenzione dai docenti della classe di concorso A037 (Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica), che hanno espresso forti perplessità riguardo alla gestione del “disegno” e delle discipline tecniche all'interno dei quadri orari. Il testo della bozza del provvedimento, attualmente in fase di pubblicazione ufficiale, non consente al momento un riscontro puntuale delle modifiche apportate alle tabelle di riferimento.
Cosa cambia per il monte ore
Il provvedimento interviene sulla distribuzione delle ore di insegnamento, pur mantenendo invariato il monte ore complessivo dell'area di istruzione generale nazionale. Resta confermata anche la decurtazione delle 33 ore di lingua italiana previste per il quinto anno.
Uno degli aspetti che ha generato maggiore dibattito riguarda la quota di autonomia riservata alle scuole. Il fatto che tale quota sia stata significativamente ridotta è oggetto di analisi da parte delle organizzazioni sindacali, tra cui la FLC CGIL, che monitorano gli impatti di tale riduzione sulla didattica laboratoriale.
- Mancanza di criteri: Al momento non sono state fornite indicazioni operative sulle modalità di ripartizione delle ore recuperate dalla quota del curricolo.
- Gestione delle ore residue: Permane un interrogativo sulle 231 ore residue destinate alla quota del curricolo scolastico, sottratte alle singole discipline. Per approfondire il quadro normativo di riferimento in merito alla gestione delle ore, si rimanda al portale Normattiva o alla sezione dedicata del sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
La posizione dei docenti
Il corpo docente, in particolare quello afferente alle discipline tecniche, solleva dubbi sull'efficacia di questa riorganizzazione. La richiesta avanzata da diversi dipartimenti è quella di utilizzare le ore residue come quota opzionale, destinandole ad attività interdisciplinari e di orientamento, evitando così di stravolgere i quadri orari preesistenti che hanno storicamente garantito una formazione tecnica completa.
La critica principale mossa al provvedimento riguarda la tempistica: intervenire sull'organizzazione del curricolo — il nucleo centrale della riforma — a anno scolastico già avviato, è considerato un segnale di incertezza progettuale.
Prossimi passi e mobilitazione
Il sindacato FLC CGIL ha annunciato che proseguirà la campagna di assemblee nelle prossime settimane. L'obiettivo è quello di coinvolgere attivamente i Collegi dei Docenti e i Dipartimenti disciplinari, sollecitando delibere specifiche e valutando forme di mobilitazione, tra cui la contestazione delle attività aggiuntive, per chiedere una revisione più equilibrata del modello didattico introdotto.
I docenti interessati sono invitati a monitorare le comunicazioni ufficiali dei propri istituti e le indicazioni che verranno fornite dagli organi collegiali nelle prossime settimane in merito alle delibere dipartimentali. Per ulteriori aggiornamenti e supporto normativo.