PADOVA – Un nuovo segnale di dissenso nei confronti delle recenti misure sull'istruzione si fa strada nel mondo scolastico. Nella giornata di venerdì 2 ottobre, all'esterno della scuola secondaria di primo grado "Andrea Briosco", nel quartiere Arcella di Padova, è apparso uno striscione con la scritta «Qui nessuno è straniero». Il gesto punta il dito contro il decreto scuola promosso dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, con particolare riferimento alle norme che introducono un tetto del 30% agli alunni stranieri per classe e il divieto di indossare burqa e niqab negli istituti.
L'iniziativa padovana richiama direttamente un episodio analogo avvenuto a Genova, dove uno striscione con la medesima formulazione era stato affisso davanti a una scuola primaria prima di essere rimosso. A sostenere l'azione degli studenti e della comunità scolastica locale è intervenuto il sindacato USB Scuola, che attraverso una nota ufficiale ha espresso piena solidarietà al personale dell'istituto veneto.
Le ragioni della protesta e le critiche delle organizzazioni sindacali
Secondo quanto evidenziato da PadovaOggi, la contestazione nasce dal rifiuto delle disposizioni contenute nel provvedimento governativo. Nel comunicato diffuso dall'organizzazione sindacale, USB Scuola sottolinea come la comunità scolastica di Padova intenda mettere in primo piano i principi stabiliti dalla Costituzione italiana e la tutela del diritto all'istruzione per tutte le studentesse e tutti gli studenti, indipendentemente dalla cittadinanza di origine.
I rappresentanti sindacali denunciano inoltre l'uso dell'istituzione scolastica come strumento di propaganda politica, rimarcando come l'attuale quadro demografico nazionale renda la popolazione di origine migratoria una componente essenziale della società. Contestare o colpevolizzare la presenza di alunni non italofoni, viene spiegato nella nota, non porta ad alcun beneficio reale nei processi di integrazione e di apprendimento.
Cosa serve davvero alle classi: le richieste di organico e risorse
Il nodo centrale della polemica non riguarda solo il piano simbolico, ma investe le concrete modalità con cui le scuole affrontano quotidianamente l'accoglienza e l'insegnamento. Per garantire un'effettiva inclusione, l'organizzazione sindacale sostiene che sia necessario abbandonare la logica delle quote o dei tetti numerici e intervenire sulle criticità strutturali del sistema di istruzione.
Tra le priorità individuate e richieste al Ministero figurano un piano straordinario di investimenti e misure di rafforzamento degli organici.
- Docenti specializzati L2: incremento di insegnanti qualificati nell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua per sostenere l'alfabetizzazione degli alunni non italofoni;
- Mediazione linguistica e sostegno: potenziamento dei docenti di sostegno e introduzione stabile di mediatori linguistico-culturali in compresenza nelle classi;
- Assunzioni a tempo indeterminato: stabilizzazione del personale docente e del personale ATA (collaboratori scolastici e assistenti amministrativi) per garantire continuità didattica e gestionale alle scuole;
- Estensione del tempo scuola: aumento delle ore di lezione e delle attività pomeridiane per favorire l'integrazione sociale e linguistica.
La mobilitazione alla Briosco conferma come il dibattito sui criteri di composizione delle classi e sulle politiche di accoglienza rimanga un tema centrale e dibattuto nel territorio, dove scuole e personale chiedono strumenti operativi permanenti anziché interventi di natura prescrittiva.