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Scuola

Allarme salmonella, Puglia vieta i pomodori freschi nelle scuole

03 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

La sicurezza alimentare nelle mense scolastiche pugliesi richiama l'attenzione sulle procedure di prevenzione, come avvenuto con il provvedimento d'urgenza adottato dalla Regione Puglia il 24 settembre 2024 (prot. AOO_081/0007572), in seguito revocato, che impose lo stop temporaneo alla somministrazione di pomodori freschi crudi nelle mense. Il provvedimento si era reso necessario a seguito di un allarme sanitario nazionale scattato dopo la registrazione di focolai di salmonellosi collegati al consumo di ortaggi contaminati.

La decisione di sospendere temporaneamente l'uso di questo alimento puntava a tutelare le fasce più fragili della popolazione, a partire dagli alunni che usufruiscono del servizio di ristorazione scolastica. La direttiva non riguardava solo le scuole di ogni ordine e grado, ma si estendeva anche alle strutture socio-assistenziali, agli ospedali e alle case di cura dell'intero territorio regionale.

Il provvedimento della Regione Puglia e le strutture coinvolte

La disposizione della Regione Puglia era stata emanata a seguito delle riunioni della Task Force nazionale convocate per fare il punto sui focolai di infezione da salmonella riscontrati in Puglia e in altre regioni come Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia. Per consentire ai dirigenti scolastici e ai responsabili dei servizi di agire tempestivamente, l'atto di riferimento è la nota ufficiale della Regione Puglia del 24 settembre 2024, prot. AOO_081/0007572, pubblicata sul portale istituzionale della Regione Puglia.

L'amministrazione regionale aveva inviato la comunicazione ufficiale a tutti i Comuni pugliesi e ai soggetti, pubblici e privati, che gestiscono i servizi di ristorazione collettiva. La richiesta era di interrompere l'utilizzo e la distribuzione di pomodori freschi serviti crudi. Per evitare carenze nutrizionali nei menu scolastici e garantire il regolare svolgimento del servizio mensa, la Regione aveva specificato che i pomodori crudi dovevano essere temporaneamente sostituiti con altri tipi di vegetali, purché cotti.

Le cause dell'allarme: il ceppo Salmonella Strathcona

All'origine di quel provvedimento vi erano le indagini epidemiologiche condotte dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, che avevano registrato un incremento di casi di tossinfezione alimentare. Gli accertamenti di laboratorio avevano isolato un ceppo specifico del batterio, denominato Salmonella Strathcona ST2559.

I dati raccolti all'epoca avevano confermato una correlazione diretta tra l'insorgenza della malattia e il consumo di pomodori freschi non cotti, con una particolare incidenza legata al consumo di pomodoro ciliegino crudo. Le analisi microbiologiche e i tracciamenti avviati nel 2024 dalle autorità sanitarie sulle filiere di distribuzione avevano permesso di individuare la fonte della contaminazione in un lotto specifico di pomodori proveniente da Caltanissetta, in Sicilia, portando poi alla successiva risoluzione dell'emergenza.

Cosa cambia per le mense scolastiche e i Comuni

In situazioni di questo tipo, per i Comuni pugliesi e le ditte appaltatrici del servizio di ristorazione scolastica, l'adozione di simili provvedimenti comporta un adeguamento immediato delle tabelle dietetiche e dei menu giornalieri. I dirigenti scolastici e i responsabili della sicurezza alimentare all'interno delle scuole sono sempre chiamati a vigilare affinché le disposizioni di tutela della salute vengano applicate alla lettera.

Durante l'applicazione di tali misure di emergenza, i pomodori freschi vengono esclusi dai piatti dei bambini fino a nuova comunicazione da parte delle autorità sanitarie. Al loro posto, le cucine propongono verdure cotte di stagione, riducendo a zero il rischio di sopravvivenza del batterio, che viene neutralizzato dalle alte temperature di cottura.

Quella specifica misura cautelativa del 2024 è rimasta in vigore fino a quando le indagini dei Dipartimenti di Prevenzione non hanno escluso ulteriori rischi di contaminazione lungo la catena di approvvigionamento, garantendo il ripristino della totale sicurezza delle materie prime destinate ai bambini e ai pazienti delle strutture sanitarie.

Fonte: ANSA

Tags: cronaca puglia mense scolastiche
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