Si avvia verso la fase conclusiva il processo per la violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa torinese di 20 anni, avvenuta nel maggio del 2025. Il pubblico ministero Davide Greco, della procura di Asti, ha formulato le richieste di condanna per tre ex calciatori della squadra del Bra, coinvolti nei fatti avvenuti in occasione dei festeggiamenti per la promozione del club in Serie C.

Al termine della requisitoria tenutasi nella giornata di giovedì 1 ottobre 2026, l'accusa ha chiesto pene detentive per i tre imputati. Tutti e tre i soggetti, che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, negano le accuse mosse nei loro confronti.

I fatti del 2025

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e come riportato da TorinoToday, gli episodi risalgono alla notte del 30 maggio 2025. La vittima, che conosceva uno dei componenti del club, era stata invitata in un'abitazione privata. Successivamente, presso l'appartamento, sarebbero giunti altri due tesserati, dando inizio a quello che la giovane ha denunciato come uno stupro di gruppo.

A interrompere la violenza fu l'intervento provvidenziale di un'amica della studentessa, che avvisò altri tesserati del club minacciando il coinvolgimento immediato delle forze dell'ordine. La denuncia formale è stata sporta tre giorni dopo, a seguito di un percorso di supporto psicologico e degli accertamenti medici eseguiti presso l'ospedale Sant'Anna di Torino.

L'accusa di revenge porn

Oltre all'ipotesi di reato per violenza sessuale, la posizione di uno degli imputati si è ulteriormente aggravata per l'accusa di revenge porn. L'ex calciatore è sospettato di aver diffuso un video della serata all'interno di una chat di gruppo della squadra. L'imputato ha ammesso la responsabilità legata alla diffusione del filmato, pur continuando a respingere ogni addebito relativo all'aggressione sessuale.

È emerso che nessuno dei tre calciatori ha rinnovato il proprio contratto con la società sportiva giallorossa per la stagione successiva ai fatti. Si ricorda che, in materia di tutele, la normativa vigente garantisce alle vittime di violenza l'accesso ai percorsi di protezione previsti dal protocollo nazionale, inclusa l'assistenza legale gratuita per i soggetti meno abbienti nelle fasi processuali.

La sentenza è attesa per la prossima udienza, che si terrà davanti alla giudice Victoria Dunn presso il tribunale di Asti.