Un episodio di matrice neofascista ha scosso la comunità scolastica di San Donà di Piave, in provincia di Venezia, dove uno striscione riportante un noto motto del regime è stato affisso proprio davanti al polo degli istituti superiori. I consiglieri regionali del Partito Democratico hanno presentato un'interrogazione urgente alla Giunta del Veneto per chiedere provvedimenti e una presa di posizione netta contro simili atti di apologia.
La scritta apparsa sulla pensilina dell'autobus, punto di snodo fondamentale per centinaia di studenti che ogni giorno frequentano gli istituti della zona, recitava "Scuola: a noi!". Il richiamo al grido di battaglia del ventennio fascista è esplicito e ha sollevato immediate reazioni nel mondo politico e civile, ponendo ancora una volta l'accento sulla sicurezza ideologica dei luoghi dell'istruzione.
La denuncia dei consiglieri regionali
A sollevare il caso sono stati i consiglieri regionali Monica Sambo e Jonatan Montanariello, che hanno formalizzato la protesta attraverso un atto ispettivo depositato presso il Consiglio Regionale del Veneto. Secondo quanto riportato dagli esponenti del PD, il fatto che il messaggio sia stato collocato in corrispondenza di strutture scolastiche non può essere considerato un atto vandalico isolato o di poco conto.
"Il fatto che un messaggio di questo tipo sia stato collocato proprio in corrispondenza di istituti scolastici, frequentati ogni giorno da moltissimi giovani, è un elemento che riteniamo non debba essere sottovalutato", hanno dichiarato Sambo e Montanariello in una nota ufficiale. I consiglieri hanno inoltre sottolineato la necessità di far valere il principio di tutela per tutti i mezzi e le strutture destinati a un servizio pubblico essenziale come quello del trasporto scolastico e dell'istruzione.
I precedenti nel veneziano
L'episodio di San Donà di Piave non sembra essere un caso isolato nel territorio della provincia di Venezia. Solo poche settimane fa, un evento analogo era stato segnalato a Mestre, confermando una tendenza che preoccupa le istituzioni e le associazioni legate al mondo della scuola. La ripetitività di questi gesti suggerisce, secondo i firmatari dell'interrogazione, una strategia comunicativa mirata a intercettare il pubblico più giovane nei luoghi della loro formazione quotidiana.
L'interrogazione presentata alla Giunta regionale mira a chiarire se l'amministrazione ritenga preoccupante questo susseguirsi di episodi di matrice fascista e, soprattutto, quali azioni concrete intenda intraprendere per contrastare il fenomeno. La richiesta è quella di proteggere gli studenti da ogni richiamo o apologia di un regime che la stessa Costituzione italiana ripudia formalmente.
Scuola e Costituzione: i presidi di legalità
La normativa italiana è molto chiara in materia di apologia del fascismo. La Legge 20 giugno 1952, n. 645 (Legge Scelba) vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista e punisce l'esaltazione di esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, specialmente quando questa avviene pubblicamente.
Nel contesto scolastico, la vigilanza deve essere ancora più alta. La scuola non è solo il luogo dell'apprendimento tecnico, ma il principale presidio della Costituzione. Gli episodi di San Donà di Piave pongono una sfida educativa: come rispondere a messaggi che inneggiano a un passato antidemocratico? La risposta, secondo le associazioni studentesche e i sindacati di categoria, deve passare attraverso l'approfondimento storico e la promozione dei valori di libertà e pluralismo.
Cosa succederà adesso
L'interrogazione del Partito Democratico obbliga ora la Giunta regionale a fornire una risposta scritta o orale durante le prossime sedute del Consiglio. Il dibattito si sposta dunque sul piano istituzionale, dove si valuterà se rafforzare la sorveglianza nei pressi dei poli scolastici o se avviare campagne di sensibilizzazione specifiche rivolte agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Al momento, le autorità locali sono state informate per procedere alla rimozione definitiva di ogni traccia dello striscione e per tentare di individuare i responsabili attraverso l'analisi delle telecamere di videosorveglianza eventualmente presenti nell'area della pensilina bus. Resta alta l'attenzione degli uffici scolastici territoriali, chiamati a monitorare il clima all'interno degli istituti per evitare che la propaganda politica estremista possa trovare terreno fertile tra le mura scolastiche.
- Luogo: San Donà di Piave (Venezia), polo degli istituti superiori.
- Il fatto: Affissione di uno striscione con il motto "Scuola: a noi!".
- La reazione: Interrogazione regionale presentata dai consiglieri PD Sambo e Montanariello.
- L'obiettivo: Chiedere alla Giunta Veneto interventi contro l'apologia di fascismo vicino alle scuole.
L'articolo è stato redatto sulla base delle informazioni diffuse dall'agenzia ANSA e dalle dichiarazioni ufficiali dei rappresentanti del Consiglio Regionale del Veneto.