Il mondo dell'istruzione pubblica sta vivendo una fase di profonda tensione, segnata da una fragilità economica crescente per i lavoratori e da un clima sociale che solleva serie preoccupazioni per la tenuta democratica. A lanciare l'allarme è la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, che in una nota diffusa oggi, venerdì 2 ottobre 2026, ha tracciato un bilancio critico sulla situazione attuale del comparto.
Secondo il sindacato, il sistema scolastico è stretto tra due fuochi: da un lato, le scelte politiche del Governo che si traducono in una "stretta ideologica" e, dall'altro, un crescente deterioramento del clima culturale. La segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, ha sottolineato come l'istruzione sia il cuore pulsante della democrazia, avvertendo che definanziare il settore e limitare la libertà di espressione significhi, di fatto, smantellare i pilastri del Paese.
Salari, precariato e la questione del DL Scuola
Al centro della denuncia sindacale vi è la condizione economica del personale scolastico. La FLC CGIL parla apertamente di "stipendi da fame" e di un precariato diventato cronico, aggravato da risorse che il sindacato definisce "azzerate". In questo contesto, il riferimento normativo è il DL 71/2024, convertito nella legge 106/2024, e i successivi decreti attuativi del 2026, che secondo il sindacato non offrono risposte strutturali alle necessità del settore, configurandosi piuttosto come un ulteriore tassello di una linea politica che tende a dividere e delegittimare chi lavora quotidianamente negli istituti. Per chi necessita di approfondimenti sulle procedure di reclutamento e sulle graduatorie.
Il caso degli striscioni e il clima di controllo
La tensione non si limita alla dimensione economica, ma tocca anche la libertà di espressione all'interno delle scuole. Molti istituti hanno scelto di esporre lo striscione "Qui nessuno è straniero", un gesto che il sindacato descrive come un messaggio di civiltà e dignità costituzionale. Tuttavia, tale iniziativa è diventata oggetto di attenzione da parte delle autorità.
La FLC CGIL ha espresso forte preoccupazione per il clima di pressione che si sta cercando di instaurare, sottolineando come iniziative di carattere culturale e civile all'interno degli istituti scolastici debbano essere tutelate nel pieno rispetto della libertà di insegnamento e di espressione garantita dalla Costituzione.
La tutela dei diritti e le procedure di sostegno
In questo panorama di incertezza, rimane centrale la questione dell'inclusione scolastica. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito sta procedendo con l'aggiornamento degli elenchi aggiuntivi alle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), con particolare attenzione alla prima fascia per il sostegno. È fondamentale che le procedure di nomina proseguano con trasparenza, garantendo agli studenti con disabilità il diritto al docente specializzato, un pilastro essenziale per la qualità dell'offerta formativa pubblica.
Di fronte a questo scenario, la posizione della FLC CGIL rimane ferma: l'obiettivo di chi opera nel mondo della scuola, dell'università, della ricerca e dell'AFAM resta quello di difendere il bene comune e il futuro dell'Italia, respingendo ogni tentativo di intimidazione rivolto alle istituzioni scolastiche e ai loro rappresentanti.