Un “Manifesto contro la disumanizzazione” per rivendicare una scuola che sia luogo di comunità, accoglienza e integrazione. È questa l’iniziativa promossa dalla Flc Cgil, insieme a una vasta rete di associazioni della società civile, realtà del mondo dell’istruzione e movimenti studenteschi, per opporsi a quelle che vengono definite come “narrazioni tossiche” sui migranti.
Il documento nasce come risposta critica alle recenti politiche scolastiche del Governo. Al centro della contestazione vi è, in particolare, l’introduzione del tetto del 30% per la presenza di alunni con background migratorio nelle classi, una misura che, secondo i promotori, rischia di demolire il patrimonio interculturale costruito nei decenni passati. Il Manifesto punta il dito contro quello che definisce un tentativo di imporre un “sovranismo culturale”, che porterebbe alla delegittimazione delle lingue madri e alla colpevolizzazione delle famiglie straniere. Le critiche si focalizzano in particolare sull'applicazione delle disposizioni contenute nel Decreto Legge n. 71/2024, convertito nella Legge n. 106/2024, che interviene sulle modalità di inserimento degli alunni stranieri nei percorsi scolastici.
Le criticità denunciate
Il testo dell’appello, disponibile per l’adesione sulla piattaforma Change.org, solleva diverse criticità riguardanti l'attuale gestione del sistema scolastico.
- La mancata ricostituzione dell’Osservatorio per l'integrazione degli alunni con background migratorio.
- Le modifiche apportate alle Indicazioni nazionali 2025, criticate per un approccio definito "occidentocentrico".
- Una visione dell'insegnamento dell'italiano L2 (come seconda lingua) vissuto non come strumento di partecipazione, ma come fattore di assimilazione forzata.
Secondo i firmatari, la pluralità e la multiculturalità rappresentano una risorsa fondamentale che eleva la qualità della didattica per tutti gli studenti. Tale posizione è supportata, secondo il documento, sia dalle rilevazioni INVALSI sia dalle numerose esperienze virtuose già attive sui territori.
Dati e proposte
Il Manifesto non si limita alla denuncia, ma avanza proposte concrete per il rilancio dell'inclusione scolastica. Tra queste, il potenziamento dei Cpia (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti) e una maggiore valorizzazione del plurilinguismo nelle istituzioni scolastiche.
Il documento pone inoltre l'accento sulla disparità tra gli annunci e le risorse effettivamente messe in campo. Viene segnalata, in particolare, la situazione della classe di concorso A023, dedicata all'insegnamento dell'italiano agli stranieri. Nonostante l'importanza strategica attribuita alla lingua come strumento di integrazione, i dati citati nel Manifesto evidenziano una carenza di organico, con un taglio di 175 posti che ha ulteriormente ridotto le risorse disponibili tra i Cpia e le scuole primarie.
L’obiettivo finale, conclude l’appello, è superare una concezione della lingua intesa come “dazio da pagare per essere tollerati”, per riaffermarla invece come strumento di cittadinanza aperta e consapevole.