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Scuole in rete: in Liguria nasce la nuova rete per la scuola estesa

01 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

In Liguria prende ufficialmente vita la nuova Rete territoriale “Piccole Scuole e Scuole diffuse in Liguria”, un'iniziativa promossa per trasformare le esperienze didattiche collaborative in un'infrastruttura educativa permanente a supporto delle aree interne, montane e periferiche. Presentata a Genova il 25 e 26 settembre 2026, la rete segna il passaggio definitivo dalla sperimentazione temporanea “Classi in Rete” a un modello organizzativo e pedagogico stabile guidato dall'Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE).

L'obiettivo principale dell'intesa è garantire la qualità dell'offerta formativa anche nei plessi geograficamente isolati o caratterizzati dalla presenza di pluriclassi, superando la logica dell'autosufficienza del singolo plesso scolastico attraverso lo scambio e la co-progettazione continua tra istituti.

I numeri della sperimentazione e le scuole coinvolte

La nascita della nuova rete rappresenta la sintesi di un percorso strutturato di ricerca-servizio condotto sul campo da INDIRE.

Il lavoro sul campo ha dimostrato come la collaborazione tra scuole non si esaurisca nella condivisione di risorse materiali, ma generi una vera e propria competenza collettiva in grado di spezzare l'isolamento professionale degli insegnanti e arricchire le opportunità di socializzazione degli alunni.

Dalla didattica a distanza alla "scuola estesa"

Nel modello teorizzato da INDIRE e formalizzato nel Manifesto della Rete presentato il 25 settembre 2026, la connessione tecnologica non viene concepita come didattica a distanza di emergenza né come un semplice collegamento episodico. Si parla, invece, di scuola estesa e di pedagogia della connessione.

Nelle piccole scuole e nelle pluriclassi, il numero ridotto di alunni limita spesso le dinamiche di gruppo e il confronto tra pari. Attraverso la rete scolastica, due o più classi distanti interagiscono periodicamente all'interno di ambienti di apprendimento condivisi, svolgendo compiti di realtà, attività di tutoring reciproco (mentorat e peer aidants) e moduli didattici interdisciplinari. Gli insegnanti lavorano in équipe delocalizzate, pianificando insieme gli interventi e coordinando le fasi di lavoro sia in presenza sia a distanza.

A rafforzare il valore scientifico dell'iniziativa ha contribuito anche il confronto con l'esperienza canadese dell'École en réseau (ÉER) del Québec, rappresentata nel corso dell'incontro genovese dalle esperte Sophie Nadeau-Tremblay e Marie-Claude Nicole, le quali hanno confermato come il lavoro di rete aumenti l'autonomia degli studenti e riduca il rischio di spopolamento educativo dei piccoli centri.

Inquadramento normativo e radici del progetto

L'istituzione di reti scolastiche territoriali trova il suo fondamento normativo nell'articolo 7 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche), che individua nella rete lo strumento privilegiato per la ricerca, la sperimentazione didattica, la formazione del personale e la gestione di servizi d'interesse comune.

La Liguria vanta una tradizione storica in questo settore: già nel 2006 l'esperienza del comune di Sassello con la rete "Scuole in Rete" fu tra i primi casi di studio analizzati da INDIRE a livello nazionale. Il percorso attuale riprende e consolida quella memoria storica, ampliandola con l'integrazione di strumenti didattici digitali e con il coinvolgimento attivo degli enti locali e delle comunità di appartenenza.

Cosa cambia per docenti e dirigenti scolastici

La rete si configura quindi come una vera infrastruttura educativa territoriale, capace di garantire agli studenti delle aree periferiche le medesime opportunità formative delle scuole di città, valorizzando al contempo l'identità e la ricchezza specifica dei territori d'origine.

Tags: indire piccole scuole scuole in rete
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