È in fase di attuazione il complesso di disposizioni che introduce nuove misure per il sistema di istruzione italiano, in linea con gli indirizzi del Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Tra i punti principali, si segnala l'orientamento verso l'introduzione di un tetto massimo del 30% di studenti che necessitano di un consolidamento linguistico per singola classe.

Il limite del 30% e i criteri di applicazione

La misura, finalizzata a favorire l'integrazione, si basa su un criterio di competenza linguistica. Il conteggio, infatti, non riguarderà la cittadinanza in senso stretto, ma la reale padronanza della lingua italiana. Saranno esclusi dal computo gli studenti che hanno frequentato la scuola dell'infanzia in Italia o che hanno completato un percorso significativo all'interno del sistema scolastico nazionale.

Per quanto riguarda l'attuazione pratica, gli Uffici scolastici territoriali avranno il compito di coordinare i dirigenti scolastici per una distribuzione equilibrata degli alunni nelle scuole di prossimità. Laddove la redistribuzione non risultasse materialmente possibile, le procedure, in conformità con quanto previsto dall'art. 45 del D.P.R. 394/1999, prevedono specifiche deroghe e il potenziamento dei percorsi di apprendimento della lingua italiana, attraverso la valorizzazione delle risorse già stanziate per il potenziamento delle competenze linguistiche e l'inclusione scolastica.

Obblighi e orientamenti normativi

Sul fronte del decoro e della sicurezza all'interno degli istituti, il Ministro Valditara ha ribadito il divieto di indossare abbigliamento che copra il volto, specificando che "burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana". Sulla questione normativa, il governo fa riferimento ai precedenti giurisprudenziali, tra cui la sentenza del Consiglio di Stato del 2008 che disciplina i casi di "giustificato motivo" per l'uso di coperture del volto.

Il contesto e le polemiche

La norma ha sollevato un ampio dibattito politico. Mentre esponenti della maggioranza, come il vicepremier Matteo Salvini e il presidente del Senato Ignazio La Russa, hanno espresso sostegno all'iniziativa definendola un passo utile verso l'integrazione, non sono mancate le critiche dalle opposizioni. La deputata Anna Ascani ha parlato di "propaganda sulla pelle dei ragazzi", mentre il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso forte scetticismo sulla reale efficacia del provvedimento.

Il confronto si è spostato anche sul piano istituzionale, con il Quirinale che monitora l'applicazione della norma in coerenza con l'articolo 34 della Costituzione, che tutela il diritto allo studio. Secondo i dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito, il numero di alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole del sistema nazionale si attesta stabilmente attorno alle 900mila unità.

Il sistema scolastico sta inoltre procedendo con l'aggiornamento dei PEI (Piano Educativo Individualizzato) per gli studenti con disabilità, che dovrà avvenire esclusivamente in presenza di significative variazioni del quadro clinico o del contesto scolastico, come previsto dalle recenti linee guida ministeriali. Per ulteriori dettagli sulle procedure di iscrizione e inclusione, si rimanda alla consultazione dei portali.

Le nuove disposizioni organizzative si applicheranno in attesa delle circolari applicative previste per il corrente anno scolastico.

Fonte: ANSA