Si è tenuta giovedì 1 ottobre all'auditorium della Porta del Parco di Bagnoli l'open conference annuale Construction Days, promossa dall'Istituto per le Tecnologie della Costruzione (ITC) del CNR insieme al Commissariato straordinario per la bonifica di Bagnoli-Coroglio. L'appuntamento ha sancito un patto operativo tra centri di ricerca, università e istituzioni per la rigenerazione urbana dei Campi Flegrei: un'area ad alto rischio sismico e ambientale dove la messa in sicurezza — ha ribadito il direttore dell'ITC-CNR Massimo Clemente — «è possibile ma richiede uno sforzo congiunto delle istituzioni con i centri di ricerca, le università, le comunità, le imprese e il terzo settore in maniera innovativa».
La ricerca come motore della bonifica
Il cuore dell'incontro è stata la definizione di un metodo: non solo interventi fisici, ma un processo che integri sicurezza strutturale, coesione sociale e innovazione tecnologica. Filippo de Rossi, subcommissario per la bonifica ambientale Bagnoli-Coroglio, ha indicato nella ricerca e nell'innovazione «il cuore delle attività che svolgeremo in termini di impatto ambientale e di sicurezza vista l'area sismica in cui ci troviamo», sottolineando la possibilità di «portare le migliori intelligenze e le migliori competenze qui».
Sul fronte accademico, il rettore della Federico II Andrea Mazzucchi ha ricordato che l'ateneo «mette insieme tantissime competenze diversificate in materia di ingegneria edile e civile, scienza e tecnologie della costruzione», già messe a disposizione del territorio attraverso la collaborazione con l'ITC-CNR. Un modello che — ha aggiunto il giurista Antonio Felice Uricchio, già rettore dell'Università Aldo Moro di Bari — intreccia «temi della rigenerazione urbana e del ripensamento della città con quelli della salute», in una prospettiva urban health e one health per le nuove generazioni.
Istituzioni locali: ambiente, abitazione e fruizione
L'assessora regionale all'Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità Claudia Pecoraro ha evidenziato come «l'ambiente e l'abitare sono strettamente correlati» e che nelle rigenerazioni urbane «le politiche ambientali e quelle abitative devono procedere in maniera integrata, mettendo al centro la qualità dei territori, la sicurezza, il benessere delle comunità».
Per il Comune di Napoli, l'assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile Edoardo Cosenza ha fissato l'obiettivo concreto: «La priorità è la riconquista di una larga parte del mare e proseguendo verso Nisida la grande spiaggia e gli spazi per il diporto. Un'area che sarà pienamente fruibile per i cittadini dopo decenni».
Cosa cambia per il sistema universitario e della ricerca
L'accordo di Bagnoli segna un passaggio rilevante: le università e gli enti di ricerca non sono più solo consulenti esterni, ma partner strutturali nella programmazione e nel monitoraggio degli interventi. Per docenti, ricercatori e studenti dei corsi di ingegneria, architettura, scienze ambientali e giuridiche, si aprono occasioni concrete di didattica sul campo, tesi sperimentali e collaborazioni stabili con il Commissariato e gli enti locali.
Chi sta valutando un percorso di specializzazione o una laurea magistrale in ambito tecnico-ambientale può trovare in questa filiera un sbocco professionale diretto. I corsi di laurea online riconosciuti offrono flessibilità per conciliare studio e prime esperienze lavorative in contesti come quello flegreo, dove la domanda di competenze integrate è in crescita.
Prossimi passi
Il patto non ha scadenze formali uniche: si articola in tavoli tematici permanenti (sicurezza sismica, bonifica ambientale, pianificazione urbanistica, salute pubblica) che produrranno atti amministrativi e progetti esecutivi nei prossimi mesi. Il cronoprogramma dettagliato sarà reso noto dal Commissariato straordinario e dai singoli atenei partner.
Fonte: ANSA




