Scoppia il caso politico in Trentino sull'applicazione della normativa nazionale in materia di consenso informato preventivo per le attività scolastiche. Con la circolare inviata ieri, 29 settembre 2026, il Dipartimento Istruzione della Provincia Autonoma di Trento ha recepito le disposizioni della cosiddetta Legge Valditara (Legge 104/2026), scatenando la dura reazione delle opposizioni in Consiglio provinciale. Il documento è già stato trasmesso ai dirigenti scolastici per l'immediata applicazione delle nuove direttive.

Al centro della contesa c'è l'obbligo per le scuole di richiedere il consenso scritto dei genitori per la partecipazione degli studenti a qualsiasi attività extracurricolare o di ampliamento dell'offerta formativa che tratti temi legati alla sessualità. Una scelta che, secondo le minoranze, penalizzerebbe l'autonomia speciale del territorio e la libertà di insegnamento.

Cosa prevede la nuova circolare

Il documento inviato alle istituzioni scolastiche trentine recepisce i pilastri della normativa nazionale approvata nei mesi scorsi. In sintesi, per ogni progetto che non rientri nel curricolo obbligatorio e che affronti tematiche sensibili.

  • Fornire un'informazione dettagliata e preventiva alle famiglie sui contenuti e sugli esperti coinvolti.
  • Raccogliere il consenso scritto di entrambi i genitori (o di chi ne esercita la responsabilità genitoriale).
  • Garantire attività alternative per gli studenti i cui genitori decidano di non fornire il consenso.

L'aspetto più discusso riguarda però il divieto assoluto di affrontare tali tematiche nelle scuole dell'infanzia, dove la normativa impone uno stop a qualsiasi iniziativa che riguardi l'educazione alla sessualità, anche in termini identitari.

La protesta delle opposizioni: "Autonomia svenduta"

In una nota congiunta, i consiglieri provinciali Lucia Maestri e Francesca Parolari (PD), Michele Malfer (Campobase), Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) e Lucia Coppola (AVS) hanno definito l'atto come una "definitiva resa politica dell'assessorato all'Istruzione di fronte ai diktat romani". I dettagli della posizione politica sono approfonditi nel documento ufficiale diffuso dai firmatari.

I rappresentanti delle minoranze sottolineano come la Provincia Autonoma di Trento (PAT) non sia una semplice articolazione dello Stato, ma un ente con competenza primaria in materia di istruzione. "Il sistema educativo trentino è caratterizzato da una propria disciplina e da un'autonomia che attribuisce alle istituzioni importanti responsabilità", spiegano i consiglieri, accusando la Giunta di non aver sviluppato una disciplina autonoma capace di bilanciare il diritto all'informazione delle famiglie con la libertà di insegnamento.

"Si cancella un'autonomia speciale costruita in decenni e si svilisce la funzione della scuola trentina in un ambito che richiede, invece, un ruolo attivo e centrale dell'istituzione educativa."

Il nodo della scuola dell'infanzia

Particolarmente critico è il passaggio che riguarda i bambini più piccoli. Secondo l'opposizione, il divieto di affrontare temi legati alla costruzione dell'identità e al superamento degli stereotipi di genere nella scuola dell'infanzia rappresenterebbe un "grave danno evolutivo".

Per i consiglieri firmatari della nota, non si tratterebbe di impartire nozioni tecniche sulla sessualità, ma di accompagnare i bambini nella comprensione di sé e dell'altro in una fase cruciale della crescita. Adeguarsi al divieto nazionale in un settore dove la Provincia ha competenza legislativa primaria è considerato dai firmatari un "errore imperdonabile".

Cosa cambia per docenti e famiglie

In attesa di eventuali chiarimenti o modifiche chieste dalle forze politiche, le scuole del Trentino dovranno adeguarsi immediatamente alla circolare per la programmazione delle attività dell'anno scolastico 2026/2027. Per i genitori, questo significa una maggiore partecipazione formale alle scelte educative della scuola, con l'onere però di dover monitorare e autorizzare singolarmente ogni progetto di ampliamento formativo che tocchi la sfera affettiva e sessuale.

Per approfondimenti sui testi normativi nazionali, è possibile consultare il portale ufficiale Normattiva o le circolari pubblicate nell'area dedicata del portale della scuola trentina (Vivoscuola). Il portale istituzionale ha attivato una sezione specifica per supportare le istituzioni scolastiche nell'applicazione delle nuove direttive.

Fonte: ANSA