Parte a fine ottobre 2026 il percorso regionale di formazione sulla qualità inclusiva promosso dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte per l'anno scolastico 2026/2027. L'iniziativa nasce direttamente dall'analisi dei dati raccolti negli ultimi tre anni attraverso i Piani Annuali per l'Inclusione (PAI) delle scuole piemontesi: non una proposta calata dall'alto, ma un intervento modellato sulle reali esigenze emerse dal territorio.
Il corso si articola in 30 ore complessive suddivise in 5 moduli, interamente a distanza per garantire la massima partecipazione. Le iscrizioni sono aperte tramite modulo online e sarà possibile aderire all'intero percorso — opzione fortemente raccomandata per la sua logica progressiva — oppure a singoli moduli in base agli interessi specifici.
Due priorità emerse dai dati reali delle scuole
- La dimensione collegiale del lavoro docente. I dati mostrano che la qualità dei processi inclusivi è strettamente legata alla capacità dei docenti di progettare, agire e valutare insieme. Tuttavia, questa dimensione presenta ancora ampi margini di sviluppo. L'obiettivo è passare da competenze e pratiche individuali a modalità di lavoro realmente condivise, capaci di diventare patrimonio stabile dell'organizzazione scolastica.
- La diffusione sistematica delle pratiche efficaci. Le differenze più rilevanti non emergono solo tra scuole o territori diversi, ma anche all'interno dello stesso istituto, dove pratiche consolidate convivono con situazioni di maggiore fragilità. Il miglioramento richiede di agire sulla scuola nel suo insieme, affinché le buone pratiche non rimangano circoscritte a singoli docenti o classi, ma vengano condivise e assunte come pratiche dell'organizzazione.
Un impianto teorico solido: inquiry e capacity building collettivo
- La prospettiva dell'inquiry sviluppata da Helen Timperley: l'osservazione e l'analisi dei contesti orientano l'apprendimento professionale, l'azione e la successiva verifica dei cambiamenti prodotti.
- L'idea, centrale negli studi di Michael Fullan, che il miglioramento divenga sostenibile quando la capacità professionale non rimane patrimonio dei singoli, ma si trasforma in capacità collettiva dell'organizzazione.
Questo approccio spiega anche la raccomandazione a partecipare come gruppi di docenti della stessa scuola: la formazione ha ricaduta reale quando il gruppo — inteso come nucleo fondamentale di lavoro, valutazione e corresponsabilità educativa — apprende insieme e riporta in classe ciò che ha elaborato collettivamente.
Struttura e destinatari
Il percorso prevede 5 moduli a cadenza regolare a partire da fine ottobre. La partecipazione è aperta a tutto il personale docente; per il personale ATA è previsto un coinvolgimento mirato nei moduli quarto e quinto, con contenuti pertinenti alle funzioni di accoglienza, collaborazione e supporto proprie del profilo professionale.
Il calendario delle attività formative si articola lungo l'anno scolastico: il Modulo 1 si svolgerà tra fine ottobre e novembre 2026, il Modulo 2 a dicembre 2026, il Modulo 3 tra gennaio e febbraio 2027, il Modulo 4 a marzo 2027 e il Modulo 5 a cavallo tra aprile e maggio 2027.
Al termine di ciascun modulo frequentato verrà rilasciato un attestato con indicazione delle ore di formazione effettivamente svolte. L'intero percorso è accompagnato da un dispositivo di monitoraggio e valutazione finalizzato a rilevare la qualità degli apprendimenti e, progressivamente, la ricaduta nelle pratiche professionali e organizzative.
Come iscriversi e contatti utili
Le iscrizioni si effettuano esclusivamente online tramite il modulo Google Forms dedicato, attivo con scadenza fissata al 20 ottobre 2026. Per informazioni è possibile contattare i referenti dell'USR Piemonte: Tiziana Catenazzo, Alessandra Bonora, Marta Paganin (email: inclusione@istruzionepiemonte.it; sede: Corso Vittorio Emanuele II n. 70, Torino).
Le schede descrittive di ciascun modulo, con l'articolazione delle attività, i destinatari specifici, i contenuti, le metodologie e le modalità di valutazione, sono consultabili nella nota ufficiale dell'USR Piemonte.
Cosa cambia per le scuole piemontesi
La novità più rilevante sta nel metodo: per la prima volta un piano formativo regionale sull'inclusione nasce dall'ascolto sistematico delle scuole attraverso i PAI, non da indicazioni generiche. Chi partecipa troverà contenuti tarati sulle criticità reali — il lavoro collegiale che fatica a decollare, le buone pratiche che restano isolate — e strumenti per trasformarle in leve di miglioramento condiviso. La scelta della modalità a distanza e la possibilità di iscriversi anche a singoli moduli abbassano la soglia d'accesso, ma la raccomandazione a muoversi come gruppo scuola rimane il segnale più forte: l'inclusione di qualità si costruisce insieme, non da soli.
Fonte: a.s. 2026/2027




