Il Dipartimento di scienze ambientali di Ca' Foscari ha denunciato la presenza di affermazioni antiscientifiche in materiale informativo circolato in alcune scuole superiori di Belluno e ha invitato le istituzioni a verificare l’accuratezza dei contenuti.
Che cosa è stato segnalato
È stato oggetto di segnalazione un contributo, inserito in un volume di carattere divulgativo, che contiene tesi che negano la responsabilità umana nel riscaldamento globale. Il contenuto è stato definito “in contrasto con le evidenze consolidate nella comunità scientifica” dal Dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica dell’Università Ca' Foscari Venezia, come esplicitato nel comunicato ufficiale dell'Ateneo.
Chi ha parlato
Il professor Carlo Barbante, docente del Dipartimento di scienze ambientali, accademico dei Lincei, scienziato del clima e vincitore di finanziamenti europei, ha scritto una lettera al Comune di Belluno e alla Regione Veneto. Nella missiva ha ribadito che “l’origine del riscaldamento globale è inequivocabilmente antropica”.
Il Dipartimento ha aggiunto il proprio supporto alla posizione del professor Barbante, sottolineando la preoccupazione per le “affermazioni contenute nella pubblicazione”.
Cosa contestano esattamente
Le critiche si concentrano su alcune pagine di un contributo a firma del presidente dell’Ordine dei geologi del Veneto, all'interno di un'opera il cui titolo non è stato ufficialmente censito dal Ministero dell'Istruzione tra i testi adottabili. Tali pagine propongono un’interpretazione in contrasto con le evidenze scientifiche internazionali. In particolare, il Dipartimento evidenzia che esse suggeriscono che le cause del cambiamento climatico non siano legate alle attività umane, una posizione che contrasta con i rapporti del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC).
Il richiamo alle istituzioni
Il Dipartimento ha lanciato un appello a tutti gli attori coinvolti nella produzione e nella diffusione di materiali destinati alle scuole.
- Verificare l’accuratezza scientifica dei contenuti prima della loro diffusione nelle scuole;
- Favorire il confronto con esperti del settore, garantendo che le informazioni siano allineate al consenso scientifico;
- Contrastare le posizioni che negano il consenso scientifico, al fine di tutelare la qualità dell’istruzione.
Perché è importante intervenire
Il Dipartimento ricorda che le attività umane, soprattutto le emissioni di gas serra, sono la principale causa del riscaldamento globale osservato. Tale conclusione è supportata da un “vasto insieme di osservazioni e studi” sintetizzati nei rapporti dell’IPCC. Sebbene permangano incertezze su alcuni aspetti specifici, queste non mettono in dubbio il ruolo dominante delle attività antropiche nel fenomeno climatico.
Cosa possono fare gli insegnanti e le scuole
- Verificare le fonti dei materiali didattici, preferendo testi che riportino le conclusioni dell’IPCC e di altre autorità scientifiche riconosciute.
- Segnalare eventuali contenuti dubbiosi ai dirigenti scolastici e, se necessario, alle autorità regionali competenti.
- Promuovere attività di aggiornamento professionale su tematiche climatiche, coinvolgendo esperti universitari o enti di ricerca.
Il contesto più ampio
Il dibattito si inserisce in una discussione nazionale sulla qualità dei materiali di approfondimento scolastico e sulla necessità di contrastare la cosiddetta “disinformazione climatica”. Il caso evidenzia come la diffusione di contenuti non allineati al consenso scientifico possa influenzare la formazione delle nuove generazioni, con potenziali ripercussioni sulla consapevolezza ambientale e sulle scelte future. Per approfondire le procedure di adozione e i materiali didattici.
Conclusioni
Il Dipartimento di scienze ambientali di Ca' Foscari, con il supporto del professor Barbante, ha quindi chiesto alle autorità di Belluno e al Veneto di intervenire per garantire che il materiale informativo che circola nelle scuole rifletta fedelmente le evidenze scientifiche sul cambiamento climatico. L’obiettivo è proteggere la qualità dell’istruzione e assicurare che gli studenti ricevano informazioni corrette e aggiornate.
Fonte: VeneziaToday