AMP ⚡
Sindacati

Tetto studenti stranieri al 30%: i dubbi dei sindacati sulle deroghe

29 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

L'applicazione del tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe continua a far discutere il mondo della scuola. Al centro del dibattito, riacceso dalle prese di posizione delle organizzazioni sindacali, ci sono in particolare i meccanismi di deroga e l'impatto pratico che questi vincoli producono sulla formazione delle classi e sul lavoro quotidiano di segreterie e dirigenti scolastici.

Cosa prevede il limite e perché si parla di deroghe

La misura, disciplinata a partire dalla Circolare Ministeriale n. 2 dell'8 gennaio 2010 e dalle successive note applicative ministeriali, stabilisce che, di norma, la presenza di studenti con cittadinanza non italiana non debba superare la quota del 30% all'interno di ciascuna classe. L'obiettivo dichiarato a livello ministeriale è quello di favorire una migliore inclusione e una più equilibrata distribuzione degli studenti, evitando classi ad alta concentrazione.

Tuttavia, la realtà territoriale impone spesso delle eccezioni. Nei contesti a forte densità migratoria, o nelle scuole che accolgono studenti già nati in Italia e perfettamente italofoni, il rispetto rigido della percentuale risulterebbe impraticabile. È qui che entrano in gioco le deroghe, concesse dagli Uffici scolastici territoriali o gestite direttamente dalle istituzioni scolastiche in fase di formazione degli organici.

I nodi sollevati dai sindacati di categoria

Secondo le organizzazioni sindacali del comparto istruzione, la regolamentazione delle deroghe e dei criteri applicativi presenta diversi punti d'ombra.

Come evidenziato dalle posizioni sindacali, tra cui la posizione ufficiale espressa dalla UIL Scuola, il timore è che un tema delicato come l'inclusione scolastica venga affrontato con logiche numeriche anziché con investimenti strutturali.

Le richieste: risorse, mediatori e organici

Per il personale scolastico e i rappresentanti dei lavoratori, la risposta all'esigenza di una reale integrazione non può esaurirsi nella fissazione di una soglia percentuale.

Cosa cambia per le scuole nella gestione quotidiana

Nell'immediato, gli istituti scolastici sono chiamati a bilanciare la composizione delle classi tenendo conto sia delle disposizioni vigenti sia della reale composizione demografica del proprio bacino d'utenza. Laddove non sia possibile rispettare la soglia del 30% senza escludere studenti residenti nel bacino di competenza, i dirigenti scolastici procedono con la richiesta di deroga agli uffici competenti, motivando la decisione sulla base delle competenze linguistiche già acquisite dagli alunni e della distribuzione territoriale dei plessi.

Tags: sindacati scuola normativa
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa