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Sindacati

Scuola, FLC CGIL e associazioni lanciano il Manifesto contro la disumanizzazione

29 settembre 2026 di Francesco Perrone

La FLC CGIL, insieme a un vasto cartello di associazioni della società civile, movimenti studenteschi e del mondo dell'istruzione, ha lanciato oggi, martedì 29 settembre 2026, il “Manifesto contro la disumanizzazione”. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di denunciare quelle che il sindacato definisce “narrazioni tossiche” sulla migrazione e contrastare le recenti politiche scolastiche che, secondo i firmatari, minacciano il carattere inclusivo e plurale dell'istituzione scolastica.

Il documento punta il dito contro una visione politica che, a giudizio della segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, e degli altri promotori, riduce il migrante a una minaccia, utilizzando la paura come strumento di distrazione dai problemi strutturali del Paese. Tra i punti critici sollevati dal Manifesto figurano la mancata ricostituzione dell'Osservatorio per l'integrazione degli alunni con background migratorio e le recenti revisioni dei programmi scolastici che pongono sfide inedite alla tenuta del sistema educativo nazionale.

Le critiche alle politiche attuali

Nel testo del Manifesto, i firmatari esprimono forte preoccupazione per una concezione dell'insegnamento dell'italiano come lingua seconda (L2) che, secondo l'analisi della FLC CGIL, viene intesa non come opportunità di partecipazione, ma come strumento di assimilazione forzata. Il documento contesta quella che viene definita una “deriva autoritaria e occidentocentrica”, accusando le attuali scelte di governo di voler smantellare decenni di lavoro interculturale svolto nelle scuole, arrivando a colpevolizzare le famiglie e a delegittimare le lingue madri degli studenti.

Contro questa tendenza, il Manifesto ribadisce che i dati, comprese le rilevazioni INVALSI, confermano come la pluralità e la multiculturalità rappresentino una risorsa in grado di elevare la qualità didattica e sociale per l'intera comunità scolastica.

Le proposte per una scuola inclusiva

Il documento non si limita alla denuncia, ma propone una serie di interventi concreti per riaffermare la scuola pubblica come spazio di democrazia e diritti.

Per i promotori, la lingua deve rimanere uno strumento di emancipazione e non un “dazio da pagare” per ottenere la tolleranza. Il Manifesto è stato sottoscritto da numerose realtà, tra cui ACLI, ActionAid Italia, ARCI, Emergency, Libera, Rete degli Studenti Medi, Unione degli Studenti e UDU, oltre a diversi esponenti del mondo accademico e culturale. Il documento integrale è disponibile per la consultazione e la sottoscrizione direttamente sulla piattaforma Change.org.

Tags: sindacati scuola inclusione
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